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È legale coltivare marijuana in casa? Ecco cosa dice la legge

È legale coltivare marijuana in casa? Ecco cosa dice la legge
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Leggiamo sempre più spesso di coltivazioni di marijuana casalinghe che risultano essere abusive e che portano per questo all’incriminazione di chi le ha avviate. Quasi ogni giorno nuovi articoli parlano di arresti di piantagioni illegali. Ma non dovrebbe essere legale coltivare la canapa per uso personale? Fino a quante piante è possibile possedere per non entrare nell’illegalità? Cerchiamo di fare chiarezza. Iniziamo dicendo che sì, è vero, la legge consente di coltivare marijuana a casa dei privati, ma a determinate condizioni. È necessario prima di tutto fare una distinzione tra la cannabis light e la cannabis ‘tradizionale’ che è quella illegale. Non tutti sanno che quella che è possibile comprare online o anche dal tabaccaio, non è la marijuana vera e propria, ma una sua versione ‘leggera’ (da qui il termine ‘light). In pratica quella acquistabile ormai quasi ovunque ha una percentuale di THC inferiore allo 0,2%. Il THC o tetraidrocannabinolo non è altro che il maggiore principio psicoattivo della marijuana. È quindi la sostanza che da lo ‘sballo’ e che viene ricercata dai fumatori di marijuana. Nel nostro paese, così come anche in moltissimi altri ormai, oggi per poter essere venduta la cannabis deve obbligatoriamente contenere un livello di THC sotto allo 0,2% altrimenti si tratta di un possesso illegale.

Nella cannabis light è maggiore invece il contenuto di un altro componente della marijuana, ossia il cannabidiolo, anche conosciuto come CBD. L’olio di CBD è ormai molto diffuso e utilizzato ampiamente da persone che hanno problemi di diverso tipo: dall’insonnia, al dolore cronico, passando per i disturbi dell’umore. La cannabis light ha praticamente la funzione rilassante della marijuana senza l’effetto psicoattivo del THC (o con un impatto veramente minimo, vista la bassa percentuale ivi contenuta). Tutto questo serve per capire come funziona la coltivazione casalinga. Tutti possono avere le proprie piante di marijuana, ma i semi devono essere quelli della cannabis light, quindi bisogna dimostrarlo con un apposita documentazione. È dunque obbligatorio conservare sia l’etichetta dei semi piantati, sia la ricevuta del loro acquisto, affinché le autorità possano controllare che provengano da un rivenditore legalmente autorizzato. Se si è in regola, non ci sono limiti al numero di piante che si possono possedere. Le autorità possono ovviamente anche andare oltre e decidere di fare analizzare la pianta trovata in un’abitazione privata. Nel caso in cui la percentuale di THC fosse superiore allo 0,6% il possessore rischierebbe di essere processato e di essere condannato da due fino a sei anni di carcere. In passato si credeva che una pianta di marijuana in casa per uso personale poteva essere coltivata ed effettivamente era così (o la legge non aveva ancora fatto chiarezza in merito). Da qualche anno però, la Cassazione ha proibito l’attività di qualsiasi tipo di sostanza stupefacente anche se per uso personale, ritenendo reato anche solo la detenzione di un solo seme di cannabis.

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