Redazione Paese24.it

Tragedia Raganello. Disposto dissequestro Ponte del Diavolo

Tragedia Raganello. Disposto dissequestro Ponte del Diavolo
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa
Download PDF

A circa quaranta giorni dalla tragedia del Raganello in cui hanno perso la vita 10 persone travolte dall’improvvisa piena del torrente, il P.M. Eugenio Facciolla, esperite tutte le indagini del caso, ha disposto il dissequestro del Ponte del Diavolo per consentire il ripristino della viabilità secondaria e quindi l’accesso dei contadini e dei pastori alla contrada rurale denominata “Cioro” che si può raggiungere solo attraversando il Ponte del Diavolo. Restano invece sotto sequestro e quindi non fruibili i tratti rimanenti del grande canyon del Raganello, teatro della tragedia consumatasi il 20 agosto scorso. Il provvedimento di dissequestro è stato disposto dal Procuratore della Repubblica di Castrovillari a seguito della formale richiesta dell’avvocato Riccardo Rosa del Foro di Castrovillari quale legale di fiducia del sindaco di Civita Alessandro Tocci.

E’ proprio in queste ore, infatti, che il provvedimento di dissequestro è stato notificato al sindaco di Civita dai Carabinieri Forestali che entro la giornata odierna, eliminando i sigilli che avevano posto in essere nella giornata del 23 agosto scorso, dovrebbero provvedere ad aprire il varco di accesso al Ponte del Diavolo e alle Gole del Raganello. L’avvocato Rosa, da quanto si è appreso, aveva motivato la richiesta di dissequestro sostenendo che il Ponte del Diavolo, oltre a essere considerato di per sé una meta turistica, consente il collegamento viario pedonale tramite la mulattiera che conduce alla suddetta località rurale, dove insistono diversi terreni privati altrimenti non raggiungibili e che comunque, il suo dissequestro non comporterebbe ostacoli all’espletamento degli accertamenti tecnici in atto all’interno delle Gole del Raganello. Intanto, ieri mattina si doveva svolgere il già programmato sopralluogo nelle Gole ma, da quanto si è saputo, i consulenti nominati dalla Procura, oltre che dai sette indagati e da due delle parti offese, a causa delle avverse condizioni atmosferiche non hanno potuto inoltrarsi nella zona delle Gole alte del torrente, ma hanno continuato il lavoro già iniziato durante il sopralluogo di mercoledì scorso visitando alcune zone meno impervie ricadenti nel comune di San Lorenzo Bellizzi.

Pino La Rocca

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *