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Villapiana. Nervi tesi in Consiglio Comunale

Villapiana. Nervi tesi in Consiglio Comunale
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L’ultimo Consiglio Comunale di Villapiana, al di là degli argomenti posti all’ordine del giorno e approvati, si è rivelato un assaggio anticipato della probabile rissosità della campagna elettorale della prossima primavera che, a giudicare dai toni forti e poco disposti al dialogo, si annuncia esasperata sia nei toni che nei contenuti. Tanto aspri i toni del dibattito tra Maggioranza e Opposizione che la consigliera di Maggioranza Rita Portulano ha definito il civico consesso «indisciplinato e caratterizzato da toni accesi e da tanta ironia. Concordo – ha scritto ancora la Portulano definendosi sempre leale e rispettosa verso tutti – sul fatto che la Minoranza chieda chiarimenti e delucidazioni sull’ attività della Maggioranza, ma bisogna essere anche ben predisposti all’ascolto, con la reale voglia di conoscere e non solo con la necessità di gridare continuamente allo scandalo.Ci sta politicamente – ha concluso – mettere in discussioni le scelte, condivisibili o meno, della Maggioranza, ma mettere in discussione l’ onorabilità delle persone è tutt’ altra cosa».

Stessa presa di posizione da parte del presidente del Consiglio Comunale Michele Grande che ha invitato tutti ad evitare le offese personali. «È controproducente, – ha raccomandato Michele Grande – inutile e spesso diseducativo, per i pochi giovani che ancora tentano di avvicinarsi alla politica e per i cittadini che assistono ai lavori del Consiglio, continuare con offese e toni da guerriglia civile. Villapiana – ha aggiunto – non ha più bisogno di insulti, di urla e di polemiche sterili, ma sgomita terribilmente per andare oltre. Occorre perciò – secondo Grande – un netto superamento degli steccati ideologici e dei preconcetti, per ridare dignità ad una discussione di base che porterà, inesorabilmente, a tante ottime soluzioni e ad azioni utili per la collettività. Andiamo perciò oltre, – ha concluso il presidente del Consiglio rivolgendosi anche ai suoi – nel pieno rispetto delle Minoranze la cui presenza ritengo sia fondamentale per un governo e per un percorso di crescita democratico».

A stretto giro è arrivata anche la replica di Domenico Filardi Segretario del PD che esprime tre consiglieri di Minoranza. «Se, come partito, incalziamo la Maggioranza ponendo domande precise e contingentate, cosa c’è di personale e di offensivo? E’ più offensivo – ha aggiunto Filardi a proposito del decalogo delle domande senza risposta poste al sindaco, alla Giunta e allo stesso presidente del Consiglio Comunale – rifiutarsi reiteratamente di dare delle risposte. Noi certe scelte, soprattutto di natura economica, non le condividiamo e siamo preoccupati per i conti del Comune a ragione della politica spendacciona della Maggioranza e, attraverso la dialettica politica, cerchiamo di evitare la sovraesposizione economica a cui sta andando incontro questo esecutivo. Altro che offese personali: rifiutandosi di fornire alcuna risposta alle nostre reiterate richieste, la Maggioranza, con la sua indifferenza, – ha concluso Filardi – non fa altro che mortificare il ruolo della Minoranza che, si badi, non è un’entità astratta ma è fatta di persone che fanno domande e pretendono risposte».

Pino La Rocca

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