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In arrivo due nuovi medici presso il Presidio Ospedaliero di Trebisacce

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Presidio Ospedaliero “G. Chidichimo” di Trebisacce: in arrivo, dal primo novembre 2018, due nuovi medici-chirurghi che saranno a tempo pieno in servizio presso l’Ambulatorio Chirurgico del P.O. di Trebisacce. Si tratta dei dottori Giuseppe Corigliano e Francesco Santagada, dipendenti dall’Asp di Cosenza come Dirigenti-Medici, Disciplina di Chirurgia con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, in servizio finora presso l’U.O.C. di Chirurgia Generale dell’Ospedale Spoke di Corigliano-Rossano che per un solo giorno alla settimana svolgevano rispettivamente attività di Endoscopia e di Endoscopia Digestiva al quinto piano del “Chidichimo” e che dal primo novembre prossimo opereranno in pianta stabile presso il Presidio Ospedaliero di Trebisacce.

In realtà si tratta di un gradito ritorno dei due medici in quanto entrambi esercitavano la loro attività professionale presso la Divisione di Chirurgia di Trebisacce prima che l’Ospedale fosse chiuso. Il “nulla osta” sull’assegnazione dei due medici a Trebisacce è avvenuta in seguito a contestuale istanza di trasferimento presentata dai due medici al Direttore Generale Raffaele Mauro che ha concesso subito il “Nulla Osta” ed al Primario di Chirurgia Generale dell’Ospedale-Spoke di Corigliano-Rossano dottor Guglielmo Guzzo che ha accettato la decisione del Diggì senza opporre resistenza.

Certo la notizia dell’arrivo dei due Medici-Chirurghi presso il Presidio Sanitario di Trebisacce, stante la cronica carenza di personale, soprattutto medico, è stata accolta con soddisfazione dalla popolazione locale che conosce le doti umane e professionali dei due medici e certamente la loro presenza andrà a colmare due vuoti nell’organico del “Chidichimo” ma la stessa popolazione locale, troppo spesso raggirata da false promesse, si augura che possa essere la posa della prima pietra per la tanto agognata riapertura dell’Ospedale dell’Alto Jonio finora rimasta solo sulla carta dopo le reiterate sentenze dei giudici e il Decreto del commissario Scura a cui non hanno fatto seguito gli atti consequenziali.

Pino La Rocca

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