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Castrovillari. Panchina rossa, vandalizzato simbolo contro la violenza sulle donne

Castrovillari. Panchina rossa, vandalizzato simbolo contro la violenza sulle donne
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Che si sia trattato di una bravata oppure di un gesto mirato poco importa: per la seconda volta, la targa affissa sulla panchina rossa di Castrovillari, che simboleggia la lotta contro la violenza sulle donne, è stata vandalizzata. Nel primo caso, trattandosi di alluminio, era stata piegata e graffiata, ora, invece, smontata dal supporto che la sosteneva e ridotta in frantumi, poiché in pietra. A denunciare l’episodio pubblicamente, la promotrice dell’iniziativa, Ivana Grisolia, attiva nell’ambito dello sviluppo locale e delle scienze sociali. «Questo gesto arrogante e prepotente – ha dichiarato – vuole lanciare un  segnale di supremazia e potere molto allarmante verso chi combatte ogni giorno questa battaglia. La panchina avrà sempre la sua targa affissa a rappresentare il sacrificio delle donne vittime di femminicidio. Non sarà un gesto vile a fermarci. Uniti, la lotta contro l’ignoranza e la prepotenza continua e si può vincere, a costo di realizzare decine e decine di targhe, perché se loro distruggono noi ricostruiamo».

La panchina rossa, che si trova di fianco al portone del Protoconvento Francescano (dove ha sede anche la biblioteca civica), era stata inaugurata nel giorno della festa della mamma (il 14 maggio 2017).

Diversi gli attestati di sdegno. Primo fra tutti, il sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito. «L’accaduto ci offre la possibilità di ricordare il significato di quella panchina, contro la violenza, a tutela della donna. Ma sottolinearne il significato serve a rendere ancora più meschino il gesto di chi rivolge il proprio atto vandalico verso un bene pubblico ma dall’alto valore civile e morale. Da qui l’amarezza di chi cerca di profondere impegno ed energia per la crescita culturale di una società, vero motore del vivere civile, e poi vede il proprio lavoro vanificato dal solito “balordo”».

Solidarietà espressa anche dal presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, secondo cui «l’unica cosa da fare è cancellare le brutte azioni, rimediando all’atto vandalico e ripristinando la panchina al più presto»; dal segretario del circolo locale del Partito Democratico, Giovanni Fazio, il quale parla di «battaglia culturale» e dall’associazione Khoreia 2000, che per voce di Rosy Parrotta «si dissocia da ogni forma di violenza e sopruso».

«Quella panchina e la targa – dichiara Donatella Laudadio, capo delegazione del Fai – sono un simbolo della cultura della non violenza e della parità non solo di genere, ma di ogni condizione di diversità . Come tale toccava ad ogni cittadino tutelarle e difenderle. E invece si è voluto distruggerla, proprio per mortificare le battaglie democratiche, in nome di una visione malata della società, alimentata dall’ignoranza e dalla nuova barbarie».

Per concludere, il parroco della Ss. Trinità (chiesa nel centro storico, a pochi metri dal Protoconvento Francescano ndr), don Nicola De Luca, che aveva benedetto la targa. «Ciò che è stato compiuto alla panchina, simbolica contro la violenza sulle donne, è un gesto deprecabilissimo. Voglio credere a una delle tante azioni vandaliche e non ad uno sfregio al significato altissimo che rappresenta. Credo dovremmo avere più intelligenza e cuore nel custodire, rinnovare e conservare tutto ciò che di bello fa da cornice alla nostra cittadina e al tempo stesso avere la consapevolezza civica, umana e cristiana che ogni forma di odio non fa altro che generare altro odio».

La nuova targa – anticipa la promotrice dell’iniziativa Ivana Grisolia – sarà inaugurata il 25 novembre, nella Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, grazie alla disponibilità dell’artista che l’ha realizzata la prima volta e ora pronto a riprodurla «ripristinando, così, anche il valore che rappresenta».

Federica Grisolia

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