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Trebisacce, episodio aggressione. Corvino replica a Mundo: «Distorce realtà per fare speculazioni politiche»

Trebisacce, episodio aggressione. Corvino replica a Mundo: «Distorce realtà per fare speculazioni politiche»
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Trebisacce

Il consigliere di Minoranza Rocchino Corvino, il più votato alle ultime Amministrative, risponde duramente al sindaco Franco Mundo e così una banale aggressione dovuta ad un semplice parcheggio, che il sindaco Mundo ha pubblicamente stigmatizzato e che aveva coinvolto alcuni familiari del Corvino, rischia di diventare un caso politico, col risultato di ritornare al clima della campagna elettorale e dilatare ancora di più il fossato tra Maggioranza ed Opposizione. «Esprimo sconcerto – scrive il consigliere Corvino – per le affermazioni del sindaco, che non perde occasione per fare basse speculazioni politiche, distorcendo la realtà dei fatti. Ora mi chiedo – scrive ancora il dottor Corvino – quale sarebbe l’utilità e lo scopo di un presunto “testimone” che, anziché intervenire per sedare eventualmente gli animi, visto che lo stesso afferma di essere stato presente ai fatti, trova legittimo addirittura narrare la vicenda sui giornali locali. Ed allora delle due l’una: o il testimone non era presente ai fatti, oppure da buon sindaco ha ritenuto opportuno disinteressarsi nell’immediatezza alla vicenda, addirittura non prestando neppure soccorso alla presunta vittima, salvo poi a strumentalizzarla successivamente, ergendosi a improvvisato paladino della giustizia. L’unica cosa certa è che in ambedue i casi il comportamento del primo cittadino sarebbe da stigmatizzare».

Secondo Corvino «la vicenda ha contorni diversi da quelli raccontati dal sindaco e si inquadra in una vera e propria campagna persecutoria nei miei confronti, come uno dei candidati della lista avversa e questo – scrive ancora Corvino – nonostante la correttezza tenuta durante la campagna elettorale… che, evidentemente, ha lasciato strascichi in colui il quale ha vinto le elezioni». Poi il consigliere Corvino, da testimone oculare, oltre che da parente del presunto aggressore (il papà) fornisce la sua versione dei fatti, secondo cui la presunta vittima dell’aggressione, M.B., avrebbe parcheggiato l’auto sul marciapiedi, «a pochi metri dall’ingresso della pescheria, impedendo finanche il passaggio dei pedoni. A questo punto – scrive ancora Corvino – il genitore dei proprietari, una persona di 61 anni, non certo avvezza a litigare per strada», chiedeva di parcheggiare l’auto negli appositi spazi. «Per tutta risposta il giovane aggrediva verbalmente l’anziano interlocutore, avvicinandosi minacciosamente e tentando di colpirlo. A questo punto – scrive Corvino – intervenivano i presenti che allontanavano l’esagitato giovane, redarguendolo per il comportamento aggressivo e per il modo di parcheggiare l’auto… Ovviamente i dettagli dell’accaduto saranno oggetto di attenzione da parte delle autorità competenti…   Tanto – conclude Corvino riservandosi ogni azione in merito – per amore della verità, con l’augurio che finalmente si abbandoni la via della strumentalizzazione politica e la demonizzazione dell’avversario di turno, nel caso di specie il sottoscritto, peraltro neppure coinvolto personalmente nell’episodio e, tuttavia, citato a sproposito e si torni a fare politica seria, occupandosi delle tante problematiche dei cittadini di Trebisacce che, sicuramente, non sono interessati al gossip, specie quando questo è volutamente di parte». (Proprio in questi giorni è stato affisso in paese il manifesto degli eventi estivi con la scritta “Trebisacce città dell’amore” che campeggia. Scherzi del destino, ndr)

Pino La Rocca

 

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