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Il coro di Trebisacce dal Papa con i cantori di tutto il mondo

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«Non cessate mai di esercitare il vostro ministero di cantori perché il canto è un patrimonio di inestimabile valore che rappresenta un autentico sistema immunitario per la Chiesa Cattolica». E’ quanto ha raccomandato Papa Francesco ai Cori di tutto il mondo che per tre giorni si sono dati appuntamento sulla tomba di Pietro per cantare al Signore con una voce sola, per approfondire la formazione sul ruolo ministeriale che il Coro svolge all’interno della liturgia e la missione evangelizzatrice che esso svolge nella Chiesa Universale. Tre giornate intense di canti, dunque, ma anche di preghiera e di formazione che le Corali provenienti da tutto il mondo, dall’Europa alle Americhe, dall’Africa all’Asia e fino alle Chiese più lontane, dal Giappone al Vietnam, dalla Chiesa Maronita di matrice Antiochena a quella di formazione più recente come la Chiesa Cinese, insieme a Papa Francesco, hanno cantato all’unisono ed affermato l’universalità della Chiesa Cattolica.

Un Coro Polifonico di oltre 8mila voci che, diretto da don Marco Frisina vera anima di questo grande evento, ha regalato emozioni uniche facendo letteralmente tremare i pilastri della grande Sala “Paolo VI” e, soprattutto, facendo vibrare i cuori di quanti vi hanno partecipato. Tra i Cori, oltre a quelli di tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, dal Veneto alla Calabria, c’era anche il Coro Polifonico “Cuore Immacolato della B.V.M.” di Trebisacce (nella foto) guidato da Loredana Bastanza che anche questa volta, per terza volta consecutiva, ha risposto presente al “Terzo Incontro Internazionale delle Corali in Vaticano”, partecipando con grande entusiasmo all’intero programma distribuito in tre giornate: la prima dedicata alla Formazione, la seconda all’Udienza con Papa Francesco e al grande Concerto Polifonico e Strumentale e la terza alla Santa Messa concelebrata nella Basilica di San Pietro da S.E. l’Arcivescovo Rino Fisichella Presidente del Consiglio Vaticano della Nuova Evangelizzazione.

Alla Santa Messa, celebrata in latino secondo il rito romano della Chiesa Cattolica e animata dalle sublimi note del Gregoriano eseguito da tutta l’Assemblea, ha fatto seguito il rituale dell’Angelus domenicale durante il quale il Papa, prima di benedire i Cori di tutto il mondo che nonostante l’intensa pioggia assiepavano Piazza San Pietro, con lo stesso linguaggio schietto e confidenziale con cui nel corso dell’Udienza non aveva esitato a raccomandare di evitare il protagonismo, ha rivolto un “grazie tante” a tutti i Coristi legittimando e suggellando così il valore del ruolo che i Cori svolgono nelle Parrocchie di tutto il mondo. Un ruolo ministeriale e di evangelizzazione che, come hanno sostenuto all’unisono tutti i relatori, oltre al diaframma, deve essere esercitato con la mente e con il cuore per lodare Dio in letizia e per vivere e annunciare la meraviglia della Gerusalemme Celeste che è in cielo dove, come ha ricordato padre Jordi Piquè, “non ci sono né conferenze, né relazioni, né predicazioni ma… solo si canta”.

Pino La Rocca

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One Response to Il coro di Trebisacce dal Papa con i cantori di tutto il mondo

  1. giuseppe 2018/11/28 at 11:04

    scrivo da Sondrio appena scendo vi verro a trovare un saluto

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