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Cerchiara. Grotta Ninfe non sarà affidata a privati. Una parte della maggioranza volta le spalle al sindaco

Cerchiara. Grotta Ninfe non sarà affidata a privati. Una parte della maggioranza volta le spalle al sindaco
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La gestione del Complesso Termale “Grotta delle Ninfe” con l’annesso Centro Benessere tuttora in via di completamento, non sarà affidata a privati ma resterà nella disponibilità dei cerchiaresi. Così ha deciso il Consiglio Comunale convocato per discutere delle sorti della Delibera attraverso la quale questi beni storici della comunità cerchiarese, a seguito di un Bando Pubblico già confezionato dalla CUC (centrale unica di committenza) sarebbero stati affidati a privati per 15 anni e per il corrispettivo annuale di 60mila a beneficio del Comune. L’iniziativa maturata in seno all’esecutivo comunale guidato dal sindaco Antonio Carlomagno e che è stata sin dal primo momento osteggiata dalla Minoranza, ha trovato resistenze anche nella Maggioranza che, in fase di votazione, si è trovata d’accordo con l’Opposizione mettendo in minoranza nei numeri il sindaco e l’altra parte del suo esecutivo. Ne ha dato comunque notizia Antonio Valentino consigliere comunale della Minoranza “Progetto Comune”: «La Piscina – ha scritto Valentino definendo il Complesso Termale così come lo definiscono i cerchiaresi da sempre – è ancora dei cerchiaresi. In data odierna il Consiglio Comunale, determinandosi con i voti dei consiglieri Caterina Lauria, Andrea Lauria, Antonio Valentino, Rosina Grisolia, Giuseppe Armentano e Antonio Lucente ha revocato la Delibera n.11 dell’11 aprile 2018 annullando, di conseguenza, tutti gli atti conseguenti che riguardavano l’affidamento in Concessione a privati del Plesso Termale e del Centro Benessere e mettendo in netta minoranza il sindaco Antonio Carlomagno».

In realtà la bocciatura della suddetta Delibera per mano di tre consiglieri di Minoranza e di altrettanti consiglieri di Maggioranza, oltre che confermare l’attaccamento dei cerchiaresi ai Beni Ambientali di cui dispone Cerchiara, tra cui il Santuario delle Armi e la Grotta delle Ninfe, sancisce un grave sfilacciamento politico della Maggioranza di governo, anche perché si affianca alle prese di posizione critiche dei consiglieri del PD che da tempo hanno preso le distanze dall’esecutivo comunale di cui comunque sono rimasti a far parte.

«Una vittoria davvero importantissima – ha scritto infatti Antonio Valentino – per il futuro di tutti i cerchiaresi, e soprattutto dei giovani, contro un affidamento che prevedeva condizioni fortemente penalizzanti per i cerchiaresi stessi e per lo sviluppo del Complesso Termale. E’ per questo che – ha aggiunto il portavoce di Progetto Comune – apprezzo tantissimo l’iniziativa dei consiglieri Armentano, Grisolia e Lucente che hanno richiesto la convocazione di questo Consiglio Comunale che ci ha trovato fin da subito concordi e che ha consentito di raggiungere il nostro obiettivo e fatto sì che il Plesso Termale restasse ancora di proprietà dei Cerchiaresi. E’ stato dunque un Consiglio Comunale – ha concluso Antonio Valentino con lo sguardo già rivolto alle Amministrative della prossima primavera – che ha sancito di fatto la fine politica dell’esecutivo Carlomagno, rimasto senza la sua Maggioranza, segno evidente, questo, che ormai il tempo dei “voli alle alte quote” sta volgendo al termine!».

Pino La Rocca

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