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Cerchiara. Gestione Grotta delle Ninfe. La replica del sindaco Carlomagno

Cerchiara. Gestione Grotta delle Ninfe. La replica del sindaco Carlomagno
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«Con la revoca della Delibera n. 11 dell’11 aprile 2018 che prevedeva l’affidamento in Concessione del Parco Termale “Grotte delle Ninfe” ad opera di 3 consiglieri di Maggioranza a cui si sono sommati i voti di tre consiglieri di Minoranza, si perpetra un grave attentato allo sviluppo e al futuro del nostro paese». E’ questo l’incipit del duro e articolato attacco politico mosso dal sindaco Antonio Carlomagno ai suddetti 6 consiglieri che, di fatto, hanno impedito all’esecutivo in carica di procedere alla esternalizzazione della gestione del Parco Termale “Grotta delle Ninfe”. Per la cronaca ricordiamo che la suddetta Delibera, già in fase avanzata tanto che la CUC (centrale unica di committenza) aveva già predisposto il Bando di affidamento a privati della gestione del Parco Termale per la somma di 60mila euro all’anno e per la durata di 15 anni. Delibera che, come abbiamo riferito in un nostro precedente articolo, è stata bocciata a seguito del voto contrario non solo di 3 consiglieri di Minoranza ma anche di 3 componenti della Maggioranza, la qual cosa, oltre tutto, rischia di destabilizzare anche la tenuta politica dell’esecutivo in carica.

Si tratta, secondo il sindaco Carlomagno, dello stesso blocco compiuto 26 anni orsono allorquando, attraverso una votazione a dir poco maldestra, sono stati rispediti al mittente ben 37 milioni di vecchie lire che dovevano servire per realizzare la strada Palazzo Piana-Contrada Pantano. «La stessa bieca manovra, quella di oggi, etero-diretta dalle stesse persone – ha commentato il primo cittadino – con la quale allora è stata cestinata un’opera che avrebbe salvaguardato la vivibilità del nostro paese… Non uso il linguaggio triviale utilizzato dalla Minoranza – ha continuato Carlomagno – perché non consono al mio stile, ma accetto la dialettica democratica e, come tale, non ho cercato di by-passare la sovranità del Consiglio Comunale, conscio e sereno di aver lavorato sempre con caparbietà e onestà perseguendo quello che tutti, a parole, dicevano di agognare ma che nel recondito del loro animo di fatto ostacolavano». Dopo aver ricordato i tentativi esperiti per cercare imprenditoria privata interessata alla gestione del Parco Termale, il sindaco ha attribuito il tutto «a quello spirito di contrapposizione, di disfattismo e di invidia che – ha ricordato il dottor Carlomagno riferendosi alla fase politica vissuta a Cerchiara a cavallo degli anni ’80, e non solo – ha sempre contraddistinto la politica cerchiarese cagionandole, ahimè!, il declino non solo politico ma anche morale…». Dopo aver ricordato di aver cercato fin dall’inizio dei suoi circa 10 anni di mandato di ampliare e rafforzare le potenzialità del Parco Termale e, visti falliti i tentativi della gestione comunale anche perché priva delle specifiche competenze in materia, anche attraverso l’imprenditoria specializzata, si è detto “rammaricato ma oltremodo sereno”. «…E lo affermo – ha assicurato il Sindaco-Cardiologo – con forte convinzione e con la certezza che la mia progettualità sullo sviluppo integrato della “risorsa termale”, frutto di anni di lavoro “per” e “mai contro”, oggi può essere stata bloccata dai meschini giochi politici dei “soliti noti” a cui si sono prestati i miei 3 consiglieri dissidenti ma formalmente ancora in Maggioranza, ma spero che un domani – ha concluso il primo cittadino di Cerchiara – la mia progettualità possa riprendere il cammino, consapevole che la maggior parte dei cittadini saprà valutare e giudicare il male che ancora una volta viene fatto non al sindaco Carlomagno ma a tutta Cerchiara…».

Pino La Rocca

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