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Trebisacce. «Depuratore funziona perfettamente». Comune ricorre alla Magistratura per dissequestro

Trebisacce. «Depuratore funziona perfettamente». Comune ricorre alla Magistratura per dissequestro
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Sequestro del depuratore comunale di Trebisacce: gli amministratori in carica, ritenendo davvero irrituali le modalità con cui l’autorità marittima ne ha disposto il sequestro contestano il provvedimento e incaricano un avvocato di fiducia per ottenere, nelle sedi giudiziarie competenti, l’immediato dissequestro di un impianto che, secondo la nota stampa del Comune, funziona perfettamente. Come del resto dimostrerebbero le analisi di laboratorio condotte in questi giorni. «La Guardia Costiera di Corigliano – si legge nella suddetta nota – ha effettivamente disposto il sequestro preventivo del depuratore di Trebisacce ma i militari, giunti in 5 sul posto a seguito di una “segnalazione”, hanno proceduto al sequestro dell’impianto sulla base di una mera ispezione (visiva e olfattiva) attraverso cui hanno scritto che “nello specchio di mare antistante la foce del Pagliara, – secondo quanto si legge nel verbale, – è stata riscontrata una chiazza di acqua torbida, di piccoli accumuli di residui di fango stagnanti lungo lo stesso corso d’acqua, di una “mutazione paesaggistica” a valle dello scarico del depuratore nel torrente, nonché di uno scarico di acqua torbida da parte del sedimentatore”. Cosa, quest’ultima, che gli amministratori in carica hanno contestato subito con il supporto delle analisi condotte da un Laboratorio-Analisi privato e attraverso una documentazione fotografica che rileva la fuoriuscita di acqua limpida e non torbida.

«Nonostante le reiterate richieste da parte degli amministratori e dei tecnici presenti sul posto – si legge nella nota – non si è proceduto ad alcun prelievo di campioni, adducendo quale motivazione l’indisponibilità del personale dell’Arpacal, non solo nell’immediatezza della contestazione ma anche nei giorni a seguire, nonché attraverso la semplice deduzione che l’acqua dello specchio di mare antistante la foce del torrente Pagliara non fosse limpida (dopo le piogge dei giorni scorsi), e facendo riferimento a depositi di piccoli accumuli di fango lungo il percorso dello scarico, tali da dedurre l’insufficiente funzionamento del depuratore. E a nulla sono valse – si legge ancora – le argomentazioni degli amministratori e dei tecnici presenti, i quali più volte hanno evidenziato come l’acqua si presentasse limpida e cristallina e non vi fosse alcun cattivo odore, peraltro mai lamentato dai cittadini».

«L’arbitraria diffusione della notizia – ha commentato da parte sua il primo cittadino Franco Mundo minacciando di adire le vie legali contro chi l’ha diffusa – è stata soltanto un ulteriore e vano tentativo di gettare discredito sull’operato dell’amministrazione comunale. Non è nostro interesse – ha aggiunto il sindaco Mundo confermando di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione su questo sequestro -combattere contro i mulini a vento. L’unica nostra preoccupazione è invece quella di rassicurare cittadini, i turisti e gli organi di controllo, ingiustamente e strumentalmente preoccupati e allarmati».

Pino La Rocca

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