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Trebisacce vuole essere “comune cardio-protetto” ma… senza cardiologi

Trebisacce vuole essere “comune cardio-protetto” ma… senza cardiologi
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Ospedale Chidichimo: l’amministrazione comunale, attraverso la distribuzione di apparecchi-defibrillatori nei punti nevralgici della città, si sforza di fare di Trebisacce un “comune cardio-protetto” ma l’emergenza cardiologica più efficace, chiusa ormai definitivamente la Cardiologia-Utic che tanti cardiopatici ha salvato da morte sicura nel corso degli anni e fino alla sua chiusura, la si garantisce attraverso la presenza stabile, o almeno mediante la reperibilità h/24, dei Cardiologi presso il Pronto Soccorso. Cosa che finora non è stato possibile ottenere per l’ostinata riluttanza dei vertici dell’Asp di disporre la reperibilità h/24 dei medici-cardiologi di Trebisacce, che invece continuano a fare la spola con l’Ospedale di Castrovillari lasciando scoperto il Pronto Soccorso di Trebisacce per ben 18 ore sulle 24 dell’intera giornata. A nulla sono valse finora le sollecitazioni degli amministratori e dei medici che operano all’interno di un Pronto Soccorso nel quale sono costretti a improvvisarsi Chirurghi, Ortopedici e anche Cardiologi.

Di recente l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franco Mundo ha fatto ricorso al sostegno del Sindacato CGIL-FP (Comprensorio Pollino-Sibaritide-Tirreno) per fotografare quella che nell’Alto Jonio è stata definita “una situazione sanitaria non più tollerabile” e per ribadire “la necessità non più procrastinabile di dare all’Ospedale Chidichimo di Trebisacce un ruolo strategico e fondamentale nell’ambito dell’offerta sanitaria”. E, nelle more che venga riaperto finalmente l’Ospedale a partire dalla Divisione di Medicina, Comune e Sindacato hanno chiesto l’istituzione, presso il presidio sanitario di Trebisacce, di n. 10 posti-letto per pazienti bisognosi di Riabilitazione, dando così al vasto Comprensorio dell’Alto Jonio un servizio essenziale di cui, secondo il Sindacato Cgil-Fp e il sindaco Franco Mundo e l’Assessore Pino Campanella, si avverte un estremo bisogno.

L’auspicio delle popolazioni dell’Alto Jonio, soprattutto quella residente nei paesi delle aree interne, è che questa richiesta venga presa in considerazione e accolta, ma è chiaro che la terapia della Riabilitazione la si può programmare ed effettuare anche a distanza seppure con gli innegabili disagi, mentre le emergenze cardio-vascolari arrivano all’improvviso e spesso non danno scampo e diventano letali se non vengono affrontare con la dovuta appropriatezza e con la necessaria tempestività. Da qui l’esigenza di completare l’organico del Pronto Soccorso delle figure specialistiche previste dal protocollo, a cominciare dai Cardiologi, altrimenti ogni decesso di persone colpite da infarto graverà sulla coscienza di chi finora si è dimostrato sordo ad ogni sollecitazione.

Pino La Rocca

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