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Maltempo, frane e smottamenti ad Alessandria. Gaudio: «Maggiore tutela per aree interne»

Maltempo, frane e smottamenti ad Alessandria. Gaudio: «Maggiore tutela per aree interne»
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Il sole di questi giorni che annuncia quasi la primavera rischia di far dimenticare gli enormi guasti causati dal maltempo dei giorni scorsi che ha devastato soprattutto le aree interne dell’Alto Jonio.

Frana ad Alessandria

«La neve e le piogge torrenziali che hanno fatto seguito alle nevicate – scrive Vincenzo Gaudio sindaco di Alessandria del Carretto che è il paese più interno e più alto del Comprensorio – hanno sconvolto un territorio già provato e non si contano smottamenti e frane che hanno provocato danni incalcolabili che stanno mettendo in ginocchio l’intero territorio, la cui situazione orografica precaria acuisce ancora di più i disagi». La Provinciale 153 che collega il paese con Albidona e la S.S.106, ricorda il sindaco Gaudio, risulta interrotta in più tratti da frane e smottamenti e presenta restringimenti della carreggiata al limite della transitabilità, tanto da non consentire nei giorni scorsi il transito quotidiano al pulman di linea. Tante altre le strade comunali interessate a smottamenti e frane, principalmente quella che, passando per il bivio “Tre arie”, collega la contrada Tolino al centro abitato.

«La situazione – aggiunge il sindaco – è grave ora come allora e tuttavia nessuno avverte l’esigenza di venire a verificare se ciò che denuncia un sindaco corrisponde al vero oppure no. Dove sono – si chiede il dottor Gaudio anche a nome degli altri sindaci – le istituzioni sovra-comunali? Eppure siamo di fronte a situazioni assurde che durano da circa un mese e nessuno si preoccupa di analizzare inerzie, omissioni, disfunzioni su come gestire meglio situazioni come quelle verificatesi nei giorni scorsi».

Smottamento sulla Sp 153 che collega Alessandria ad Albidona e alla Ss 106 jonica

Continua Gaudio:  «L’Alto Jonio  ha bisogno urgente  di una sistemazione del suolo e di una meticolosa protezione delle aree più a rischio attraverso un programma pluriennale capace di vincere la desertificazione del territorio. Ciò – aggiunge Gaudio – non solo per tutelare il paesaggio, ma per mettere in sicurezza le stesse popolazioni che ancora caparbiamente vivono nelle aree interne, il cui assetto geomorfologico va in crisi appena piove o nevica più del normale. Un tempo – osserva Gaudio – i contadini ed i pastori abitanti nelle varie contrade rurali erano i veri custodi del territorio e, con la semplice zappa e la schiena ricurva, riuscivano a regimentare le acque meteoriche, magari in maniera artigianale ma efficace, per evitare o ridurre le frane. Oggi ingegneri, geologigi e tecnici specializzati, con attrezzature d’avanguardia  non riescono a prevenire il dissesto idro-geologico di interi territori. Anche le frane e gli smottamenti rappresentano perciò il fallimento della cosiddetta società industriale».

Pino La Rocca

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