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Nuova Ss106. Slitta presentazione progetto, ma tante ditte sono già in allerta per i lavori

Nuova Ss106. Slitta presentazione progetto, ma tante ditte sono già in allerta per i lavori
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Terzo Megalotto della Ss 106: è slittata a luglio 2019 la presentazione ufficiale del progetto definitivo che era prevista per il prossimo 31 marzo ed è probabile che anche l’apertura dei cantieri sia destinata a slittare di qualche mese, ma tutto lascia intendere che l’opera, coerentemente con quanto dichiarato dal ministro Toninelli, sarà realizzata a partire dal prossimo autunno o, al massimo, dall’inizio del nuovo anno. Da fonti bene informate risulta infatti che, nonostante le resistenze di alcuni settori politici di Maggioranza e le polemiche innescate da quanti per motivi ambientalistici sono contrari alla tipologia di tracciato con cui si eseguiranno i lavori, l’Anas va avanti per la sua strada e lo dimostrano le attività che la stessa Anas sta portando avanti per fare in modo che si possa dare inizio ai lavori.

Un’opera considerata dai più strategica e imponente sia per la durata dei lavori che per le risorse impiegate (1miliardo e 335milioni di euro) e destinata quindi a incidere sia sulla mobilità pubblica che sull’economia di questo lembo di Calabria assetato di risorse e di lavoro. Pare infatti, che più che le resistenze e le polemiche, sul rallentamento dell’inizio dei lavori, abbiano pesato più i problemi di stabilità finanziaria dell’Astaldi, il cui destino pare sia nelle mani della Impregilo che è l’altro braccio del Contraente Generale. E comunque i “fatti”, del resto tutti verificabili, dicono che gli espropri dei terreni relativi al tratto Sibari-Trebisacce sono già stati completati e in questa fase si sta provvedendo a definire gli espropri del tratto che va da Trebisacce a Roseto Capo Spulico che, come è noto, comprende la galleria naturale sotto il monte Mostarico di Trebisacce lunga 3 km. e 300metri e le gallerie artificiali tra Trebisacce e Amendolara. A questo proposito risulterebbe anche che l’Anas stia procedendo all’esproprio anche dei terreni che sovrastano le gallerie artificiali che in un secondo momento, dopo essere stati ripristinati con uno strato di terreno di circa 5 metri, verranno riaffidati in comodato d’uso ai proprietari a cui, comunque, viene inibita la possibilità di realizzarci strutture stabili ma viene concessa la facoltà di utilizzarli a scopo agricolo, salvo a riconsegnarli all’Anas in caso di necessità.

Ma oltre agli espropri, sempre secondo fonti attendibili, nel tratto che riguarda la piana di Sibari e Villapiana l’Anas sta procedendo ai sondaggi del terreno propedeutici alla messa in opera della palificazione necessaria per sostenere i viadotti e alla bonifica del sottosuolo da possibili… ospiti indesiderati. E a questo proposito, risulterebbe l’individuazione di alcuni residuati bellici scoperti nel sottosuolo interessato al tracciato della nuova S.S. 106 (nella foto l’attuale tracciato nel comune di Roseto). Ma c’è ancora di più: sempre secondo le stesse fondi, venerdì della settimana scorsa l’Anas avrebbe fatto partire le lettere di invito alle Imprese interessate all’affidamento dei sub-appalti. Si tratterebbe in questo caso di numerose imprese che darebbero il via ai lavori non in un solo punto ma contestualmente in più punti del tracciato. Basti pensare che solo per la galleria maturale di Trebisacce sarebbero pronte a lavorare ben otto imprese. Il tutto, ovviamente, con l’utilizzo di una considerevole forza-lavoro. Questi, al di là delle polemiche e dei punti di vista, “i fatti” che riguardano il destino del Terzo Megalotto della S.S. 106 destinato a completare il corridoio jonico sulla direttiva verso l’Adriatica, attualmente ridotto ad un collo di bottiglia indegno di un paese civile.

Pino La Rocca

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