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Corigliano, deceduto anziano che si era buttato da balcone ospedale Trebisacce

Corigliano, deceduto anziano che si era buttato da balcone ospedale Trebisacce
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Repertorio

Non ce l’ha fatta ed è deceduto presso l’ospedale di Corigliano dove era stato ricoverato d’urgenza l’anziano A.D.P., 88enne di Plataci, che nel pomeriggio di venerdì, come abbiamo riferito questa mattina (sabato), non volendo essere ricoverato presso la RSA (residenza sanitaria assistita) di Trebisacce, si era buttato dal balcone, al primo piano dell’ex struttura ospedaliera di Trebisacce eludendo il controllo dei sanitari. Eppure le sue condizioni non erano apparse ai sanitari del PPI (punto di primo intervento) di Trebisacce particolarmente gravi, tanto che, seppure poli-traumatizzato e con una ferita apparentemente superficiale alla tempia, il povero anziano risultava cosciente e reagiva alle sollecitazioni dei sanitari che, dopo averlo soccorso e stabilizzato, ne hanno disposto il trasferimento all’ospedale-spoke di Corigliano mediante l’ambulanza medicalizzata del 118.  La morte, sopravvenuta nel corso della nottata, sarebbe comunque da attribuire alle numerose fratture, per lo più interne, riportate nell’impatto al suolo dall’altezza di 4/5 metri, aggravate ovviamente dall’età avanzata. Sulle cause reali del decesso farà comunque piena luce l’autopsia disposta dalla direzione sanitaria. In ogni caso la morte dell’anziano platacese, in una sanità che fa acqua da tutte le parti, sembra comunque destinata a rinfocolare la polemica tra i sanitari dell’ex ospedale di Trebisacce e quelli dell’ospedale-spoke di Corigliano. Polemica che pare si fosse innescata già nel momento in cui è stato effettuato il trasferimento del paziente da Trebisacce a Corigliano. Secondo i sanitari del “G. Compagna” i colleghi del “Chidichimo” si laverebbero troppo facilmente le mani rispetto alla gestione sanitaria di pazienti in situazioni di emergenza-urgenza, trasferendoli troppo in fretta a Corigliano e la cosa si sarebbe ripetuta proprio in occasione di questo ricovero. In verità, fanno rilevare dal “Chidichimo”, ci si dimentica troppo facilmente che l’ex ospedale di Trebisacce, dopo la riconversione in “Casa della Salute”, non è più un ospedale “per acuti”. Così come il Pronto Soccorso non è più tale ma è stato degradato a un semplice PPI (punto di primo intervento) nel quale i sanitari, anche volendo, non sono autorizzati ad intervenire e, soprattutto, a perdere tempo prezioso, perché le disposizioni impartite dai vertici aziendali parlano di trasferimento immediato dei pazienti “acuti” presso gli ospedali-spoke che, stando alla norma, dovrebbero essere attrezzati di personale e di mezzi adeguati per fronteggiare anche l’eventuale esubero di domanda.

Pino La Rocca

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