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Ss 106. I tre chilometri di vergogna nazionale tra Amendolara e Roseto Capo Spulico

Ss 106. I tre chilometri di vergogna nazionale tra Amendolara e Roseto Capo Spulico
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S.S. 106, alias E90 Strada Europea: un incubo lungo 3 chilometri! E’ esattamente 3 chilometri infatti il nastro d’asfalto che unisce Roseto Capo Spulico con Amendolara, un autentico collo di bottiglia che strozza il massiccio traffico veicolare che dall’Autostrada Adriatica si dirige in Calabria e Sicilia, e viceversa.  «La strada statale 106 Jonica (SS 106) è una strada statale italiana che si estende per 491 km. da Taranto a Reggio Calabria, percorrendo tutta la costa jonica di Calabria, Basilicata e parte della Puglia. Essa costituisce una direttrice di traffico di rilevanza nazionale ed è ricompresa nella Strada Europea E90». Così si legge su Wikipedia della S.S. 106 Jonica ribattezzata, con una buona dose di fantasia, E90 Strada Europea.

In realtà questa roboante definizione, oltre al tratto pugliese e lucano ed ai pochi chilometri calabresi che comprendono i comuni di Rocca Imperiale e Montegirdano che sono stati già adeguati, comprende anche il nastro d’asfalto, lungo circa 3 chilometri e largo non più di 5 metri, realizzato nel primo dopoguerra e rimasto, a distanza di oltre 70 anni, nelle stesse condizioni dei tempi in cui vi transitavano carrozze e carri trainati dai cavalli e solo qualche rara automobile. Parliamo del tratto non ancora adeguato che unisce i comuni di Roseto Capo Spulico con Amendolara e che passa davanti all’austero Castello di Roseto Capo Spulico su cui insiste lo stesso traffico massiccio, per lo più di Autobus e di TIR che a mala pena riescono a incrociarsi senza urtarsi, che rappresenta un’autentica vergogna nazionale, non solo che per la tortuosità del percorso e per l’angustia delle sue dimensioni, ma anche per lo stato pietoso in cui viene mantenuto il fondo stradale: tutto disseminato di buche, di gibbosità e di insidie che mettono a dura prova la sicurezza dei mezzi e soprattutto l’incolumità delle persone. E questo, a onor del vero, anche perché non si può intervenire per eseguire lavori di ripristino dell’asfalto degni di questo nome perché non esiste né un percorso alternativo, né la possibilità di organizzare il traffico in senso alternato per mancanza di spazio.

Succede così che, mentre altri tratti di strada vengono periodicamente riqualificati, quei 3 chilometri di asfalto restano sempre nella stesse misere condizioni. Condizioni indecorose e veramente indegne di un paese civile che stanno lì a mettere a nudo le responsabilità di quanti, sia dentro che fuori dalla politica, da oltre venti anni si ostinano a contrastare la realizzazione del Terzo Macrolotto della cosiddetta E90 che in Basilicata e in Puglia è stata realizzata in pochissimo tempo.

Pino La Rocca

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6 Responses to Ss 106. I tre chilometri di vergogna nazionale tra Amendolara e Roseto Capo Spulico

  1. Maurizio Silenzi Viselli 2019/04/30 at 17:40

    Esilarante articolo che denuncia i 3 chilometri di strettoia della 106 e si scaglia contro quei disgraziati, tipo lo scrivente, il quale, per evitare lo scempio del passaggio del tracciato del 3° Megalotto sulle vestigia di Sybaris arcaica, impedirebbe la soluzione del problema.
    Informo, cosa che i giornalisti dovrebbero fare, di mestiere, prima di scrivere, che basta andare sul sito della Regione (link più sotto) per vedere la graffa sulla seconda immagine che indica il 3°Megalotto “da Capo Spulico a Sibari”, guarda caso escludendo proprio “l’incubo” di quel collo di bottiglia. Maurizio Silenzi Viselli
    http://www.regione.calabria.it/website/portalmedia/2018-02/180222_Presentazione-Sibari-Roseto.pdf

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  2. Eugenio Grisolia 2019/05/01 at 06:45

    In tutto il Nord Italia vengono costruite
    ogni anno ottime strade, superstrade, autostrade contribuendo notevolmente allo sviluppo economico e al turismo. Noi fino a quando continueremo a svolgere la parte assegnataci di rassegnati, subalterni, emarginati? Nessun cittadino dell’Alto Jonio dovrebbe accettare un insulto simile. L’attuale SS 106, infatti, è un insulto nei nostri confronti.

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  3. Guglielmo Mangone 2019/05/01 at 16:41

    Gentile signor Maurizio silenzi Viselli, giusto per soddisfare una mia curiosità, mi sembra che la prima tratta del 3° megalotto (da km. 0.00 a km 18,863) comprenda il tratto Amendolara Roseto C.S. in quanto termina a ridosso di Roseto dopo il torrente Ferro.
    Mi vuole chiarire questa mia osservazione.
    Cordialmente

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  4. GIUSEPPE PAGANO 2019/05/02 at 06:39

    Aspettando la nuova SS106,quella esistente presenta nel tratto Amendolara-Roseto C.S. un manto stradale da terzo mondo.Chi percorre questo tratto nota facilmente le buche e il disfacimento presenti sul pavimento stradale.Ciò è ancora più grave se si pensa che la SS.481,la strada che collega Oriolo alla SS.106 ha un tappeto catramoso in ottime condizioni perchè periodicamente rifatto.Vale a dire la strada principale è una schifezza mentre quella di minore importanza gode di ottima salute.E’ l’Italia.

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  5. Maurizio Silenzi Viselli 2019/05/03 at 18:45

    Gentile signor Guglielmo Mangone, il “collo di bottiglia” di cui all’articolo, parte dalla fine del raddoppio, due o tre chilometri dopo Montegiordano, e, passando per il castello di Roseto e Roseto marina, prosegue fino all’ingresso di Amendolara (dove inizia un ottimo stradone raddoppiabile).
    Il progetto del 3° Megalotto, di questo “collo” di oltre 3km, comprende solo il tratto di 5 o 600 metri finali, vale a dire da Capo Spulico (innesto con lo stradone per Oriolo) al suddetto ingresso di Amendolara. Quindi i restanti 2,5 km non sono compresi (ponte stretto, abitato, castello ed a seguire…).

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  6. Giuseppe 2019/05/09 at 08:04

    Davvero incomprensibile e mi attristisce che un tratto di strada dell’alto ionio cosentino che si affaccia su una costa che io considero uno dei posti più belli d’ITALIA sia così dissestato oltre la mancanza di collegamenti sia ferroviari che aereoportuali abbiamo un tratto stradale che invece di favorire gli spostamenti li rende più lenti e non invoglia chi vuole raggiungerci.

    Un saluto e un abbraccio da Sondrio.

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