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Alto Jonio abbandonato. Trasporti e sanità al tracollo. Da Rocca Imperiale lettera aperta a Oliverio

Alto Jonio abbandonato. Trasporti e sanità al tracollo. Da Rocca Imperiale lettera aperta a Oliverio
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(Riceviamo e pubblichiamo)

Al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio

p.c. al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli

p.c. a Trenitalia SpA

Egregio Signor Presidente,

Siamo di fronte all’ennesima ingiustizia perpetrata ai danni degli abitanti della fascia jonica calabrese, da sempre abbandonati, ora addirittura isolati. Nel 2012 la prima scure si è abbattuta su servizi essenziali quali la sanità e i trasporti. Si tratta di servizi strettamente collegati a diritti fondamentali della persona come quello alla salute, all’incolumità fisica, alla sicurezza, al lavoro, diritti cui nessun cittadino dovrebbe rinunciare mai, pena lo stralcio di una fetta consistente dei diritti fondamentali consacrati in Costituzione. Anzi, proprio in spregio alla Costituzione sostanziale, che impone allo Stato di rimuovere gli ostacoli che si frappongono tra il singolo e l’esercizio di un diritto riconosciuto, nel 2012 intervengono le catastrofiche manovre contro l’Alto Jonio cosentino, consistenti nella chiusura dell’ospedale di Trebisacce e nella soppressione dei treni.

Sul fronte dei trasporti, la pillola è stata indorata con l’alibi degli autobus sostitutivi del trasporto su rotaia, provvedimento accettabile solo se momentaneo, in quanto non certo indicativo di un Paese che guarda al futuro. La gravità sta nel fatto che questa manovra non ha mai assunto caratteri contingenti, ma si è assestata in maniera permanente tanto da perdurare fino a questi giorni, fino ad assurgere a un vero e proprio sistema, stanti le ultime soppressioni dei bus sostitutivi che portano all’isolamento pressoché totale della fascia jonica, collegata da Sibari a Taranto, con appena due corse giornaliere. Quando questo disastro è stato preannunciato (il sito web di Trenitalia aveva già fatto sparire le corse giornaliere), tra le scuse accampate per giustificare una tale riduzione, addirittura si è parlato di un problema di aggiornamento dei nuovi orari sul sito. Tuttavia, dal 10 giugno, ad aggiornamento fatto, gli orari restano tali e quali, ovvero le due corse esistenti e in orari non proprio consoni per chi viaggia per lavoro e studio. Non solo sono stati tolti i treni, ma ora anche i bus sostitutivi.

La Regione, che dovrebbe finanziare il servizio di trasporto pubblico locale, non ha neanche avuto il coraggio di ammettere il taglio ai trasporti! Insomma, i cittadini resteranno letteralmente… a piedi! O al massimo in bicicletta, visti i 150 milioni investiti per la ciclovia della Magna Grecia! Una domanda sorge spontanea: non siamo forse noi cittadini che pagano le tasse come tutti gli altri? Siamo cittadini di serie B? Non ci sono soldi per integrare i servizi essenziali mancanti e quindi ci si priva anche di quel minimo finora accordato? Assistiamo impotenti alla solita classe politica calabrese che svende la propria terra senza fiatare, senza opporre alcuna resistenza ai governi che da decenni continuano a drenare risorse e capitale umano dalle regioni meridionali a vantaggio del Nord Italia. E come se non bastasse, per “risolvere il problema” si trova un accordo – per così dire – regalando soldi a società private di autolinee.

Come mai non ci sono i soldi per finanziare i trasporti pubblici, ma ci sono quelli per pagare i vitalizi regionali? Nonostante l’approvazione della legge di iniziativa popolare per la regione Calabria, in cui noi cittadini chiedevamo di tagliare i privilegi, e nonostante il Governo Conte abbia imposto alle regioni di ridurre l’importo del vitalizio agli ex consiglieri, pena la decurtazione dei fondi di trasferimento statale, il problema è stato aggirato, chiamando i vitalizi “indennità differita” nella proposta di legge 436/10. Questi sono continui schiaffi che noi continuano a subire, in parte a causa del nostro silenzio. Poiché il limite che è stato ampiamente superato, e siamo, senza esagerare, esasperati, chiediamo di essere rispettati e di ripristinare i servizi che ci spettano! Chiediamo risposte e soluzioni immediate, il tempo per le parole è terminato da un pezzo.

(Dalila Di Lazzaro, Giovanna De Vita)

Meetup Trebisacce

Attivisti in moVimento Rocca imperiale

Attivisti Francavilla Marittima

Meetup Plataci

Attivisti Pentastellati Nova Siri

Attivisti Canna

Attivisti Roseto Capo Spulico

CIUFER

Comitato dei cittadini per la salvaguardia dei pianori dell’Alto Jonio

Rocca Nel Cuore

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8 Responses to Alto Jonio abbandonato. Trasporti e sanità al tracollo. Da Rocca Imperiale lettera aperta a Oliverio

  1. Fabrizio Bartolomucci 2019/06/21 at 16:11

    Invece nel basso Tirreno si sciala, con due Ferrovie che passano e fermano quasi da nessuna parte Utile nel Vibonese. Per questo http://pizzomarinellafs.inarrivo.net

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  2. Pietro Mauro 2019/06/21 at 17:08

    Mi preme aggiungere che il comune di Trebisacce ha espropriati una vasta area di 5000 m. Alle ferrovie dello stato donandola ad una ditta di trasporti privata x la modica cifra di anni 79 (settantanove).

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  3. Francesco 2019/06/21 at 22:21

    La ferrovia in Calabria, soprattutto nell’intera costa jonica, è stata realizzata con l’unico scopo di deturpare il paesaggio, invito tutti a farsi il giro dell’intero litorale, tra ferrovia e tralicci elettrici la bellezza delle nostre spiagge si vive solo in qualche km, da tenere presente che la Calabria ha circa il 50% della costa nazionale, a voi tutti le conclusioni

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  4. Enzo Manera 2019/06/23 at 06:14

    La ferrovia ionica da Taranto a Sibari, ricordo, che è stata elettrificata da anni, ma non abbiamo ancora avuto il piacere di vedere treni passeggeri trainati da locomotrici elettriche. Stanno adeguando la galleria di Roseto ed i treni sono scomparsi. Prima avevamo le famose littorine, poi più niente, neppure il famigerato servizio sostitutivo con autobus ( cessato col nuovo orario di giugno). Cosa succederà? Chiediamolo ad Oliverio ed a Trenitalia. O ci daranno una metropolitana leggera con treni elettrici o sarebbe meglio togliere anche i binari , almeno si potrebbe ricavarne una pista ciclabile. I sindaci della fascia ionica che aspettano a riunirsi tutti insieme ed andare a Roma? Di Maio e Salvini, ne sanno qualcosa? Perchè non vengono sul posto a farsi un selfie sui binari, ormai, arrugginiti?

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  5. Carmelo Panno 2019/06/23 at 11:00

    Continuo a ringraziare la redazione per lo spazio dedicato a noi pendolari della tratta Sibari/Taranto. Il ricordo mi riporta a 30 anni fa, quando c’era la “speranza” per un mondo migliore e a quando iniziava l’elettrificazione di questa tratta. Siamo in una condizione di impotenza e omertà verso la classe politica calabrese che non grantisce il “minimo” indispensabile alla vita quotidiana e che continua a dare privilegi e sostegno alle società private di autolinee. Essere considerati cittadini (che pagano le tasse) di serie B credo sia molto offensivo. Io sono stato fra coloro che hanno eletto l’attuale Presidente della Nostra Regione, propongo che l’addizionale regionale irpef non vada alla Regione Calabria ma venga destinata alla Regione Puglia che garantisce la mobilità da Metaponto a Taranto.

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  6. GIUSEPPE PAGANO 2019/06/24 at 15:58

    I problemi dell’Alto Ionio Cosentino sono l’esempio più evidente del fallimento della Giunta Regionale Calabrese e del suo presidente Mario Oliverio.Si sono persi cinque anni e noi cittadini assistiamo allo sfascio completo di tutto grazie a questi politici incompetenti ed inconcludenti.Si spera, fra qualche mese, in un cambio di rotta per il bene della nostra Terra di Calabria.Non più parole ma solo e semplicemente fatti con l’aiuto di uomini e donne capaci e meritevoli.

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  7. Alessandro Moraca 2019/06/26 at 10:07

    Che dire del basso Ionio? Impossibile viaggiare coi treni che sono ormai un ricordo lontano. Una regione governata da sempre da incapaci che hanno tutelato i loro interessi e quelli degli intimi.

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  8. Onorato montalti 2019/06/26 at 20:05

    L’alto Jonio è assolutamente abbandonato da molti anni . La sanità fa acqua ma i trasporti non esistono proprio. Io spero che il presidente Oliverio sparisca dall’orizzonte politico calabrese per la sua inettitudine , e che non venga a chiedere consensi per una sua eventuale sciagurata ricandidatura .onirato montalti

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