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Emergenza cinghiali, continua l’allarme di Coldiretti Calabria

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«La Calabria  è “occupata” da circa 300mila cinghiali e la Regione esulta per aver ottenuto il permesso di abbatterne 3500, poco più dell’1% e questo numero è destinato a crescere considerata la loro velocità di riproduzione». E’ quanto emerso dai dati diffusi da Coldiretti Calabria. «La presenza dei cinghiali – afferma il presidente, Franco Aceto – è ormai una costante e non passa giorno che non ci siano avvistamenti anche nelle città, ovviamente nelle aree agricole e rurali con rilevanti danni alle coltivazioni e causa di problemi sanitari, sulle strade dove sono motivo spesso di incidenti».

Contro «misure  tampone  e una tantum che non hanno inciso in modo strutturale alla definizione dell’emergenza – conferma Francesco Cosentini, direttore di Coldiretti – occorre ridefinire le aree vocate e non vocate al cinghiale servendosi dei dati Arcea e quindi liberare dai cinghiali le aree non vocate, che sono poi quelle agricole, autorizzando ed incentivando i piani di contenimento numerico, di controllo e di abbattimento.  Necessariamente – spiega Cosentini – occorre la modifica delle norme regionali che risalgono a ventidue anni fa e che erano state pensate per la tutela e protezione della fauna selvatica, al fine della ricostituzione del patrimonio faunistico e che oggi evidentemente si sono dimostrate non più idonee». Inoltre – conclude il direttore di Coldiretti – richiedere ancora  l’aggiornamento del “Piano di Riequilibrio della specie” agli Enti Parco e più in generale all’interno delle aree naturali e protette, al fine di ripristinare la sostenibilità ambientale ed economica».

Federica Grisolia

 

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