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Albidona, questione acqua. Il sindaco risponde alla Minoranza

Albidona, questione acqua. Il sindaco risponde alla Minoranza
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Questione acqua: il sindaco di Albidona risponde per le rime alla Minoranza spiegando, con dovizia di particolari, i motivi che hanno portato alla esternalizzazione dei servizio idrico integrato.   «La scelta di affidare la gestione del servizio, già ampiamente spiegata ai cittadini dopo il recapito della prima fattura – scrive il sindaco Filomena Di Palma – nasce dalla ormai nota carenza di personale che ha portato finora all’accumulo di ritardi ormai non più tollerabili nell’emissione dei ruoli. Del resto – si legge ancora nella nota del sindaco – è ormai risaputo che la Minoranza, in perenne campagna elettorale, non si lasci scappare occasione per diffondere false notizie allo scopo di creare “scandali” inesistenti, ignorando leggi già in parte entrate in vigore ed altre prossime alla scadenza dei termini per adeguarsi. In questo caso, per intorbidire le acque, hanno fatto credere agli albidonesi che le bollette si possono anche non pagare, che le Convenzioni sottoscritte, basta volerlo e si possono annullare e, ignorando le più elementari regole di gestione amministrativa, che i servizi agli utenti si possono anche gestire con l’intervento di entità sovrannaturali.

Eppure fra loro – incalza la Di Palma – c’è chi ha avuto qualche esperienza amministrativa, ma forse non ci ha capito granchè nonostante fra di loro ci siano i presunti luminari della giurisprudenza che qualcosa in più dovrebbero masticare, ma pare che siano senza denti». Succede così che, secondo quanto riferisce il sindaco, mentre la Minoranza parla di aumento ingiustificato e spropositato delle tariffe la stessa dimentica, o non sa, che le tariffe vengono calcolate in base alle disposizioni dell’ARERA a cui tutti gli enti locali si devono adeguare, considerando anche i costi di gestione documentati. Sempre secondo quanto scrive il primo cittadino, mantenere ancora bollette di circa 20 euro circa a contatore, non è più sostenibile, neanche ad Albidona.

«Del resto – spiega ancora il sindaco – dalla comparazione delle tariffe, si può rilevare che quelle applicate dal comune di Albidona sono le più basse rispetto a quelle vigenti nei comuni del Comprensorio e la scelta di installare i contatori digitali si è resa necessaria per facilitarne la lettura, per individuare celermente le perdite di acqua in una rete idrica ormai obsoleta, con l’obiettivo del risparmio della risorsa idrica e della salvaguardia delle strutture abitative situate in un territorio interessato da diffusi fenomeni di dissesto idrogeologico. Del resto, – informa il primo cittadino – dal 1° gennaio 2021 tutti i Comuni devono adeguarsi alla normativa vigente, fermo restando che le famiglie in difficoltà possono godere dell’agevolazione del bonus idrico. Basta presentare il modello ISEE e, con le tariffe aggiornate, si possono concedere agevolazioni. Cosa che fino a qualche mese addietro non è stato possibile in quanto le tariffe erano troppo basse. In questo modo, invece, si possono aiutare per davvero le categorie più deboli, mentre prima tutti pagavano le stesse cifre». Dopo aver spiegato le ragioni di una scelta ritenuta ormai ineludibile la farmacista Di Palma rispedisce al mittente la definizione di “politica scellerata” da parte dell’amministrazione da lei guidata rivelando di non aver mai riconosciuto ai consiglieri di Minoranza “né onestà intellettuale, né lungimiranza, né trasparenza, qualità, queste, che invece, a suo dire, contraddistinguono gli amministratori in carica”.

«Ma l’apoteosi dell’ignoranza – incalza ancora il sindaco Di Palma – si raggiunge nel momento in cui ci si accusa di voler privatizzare l’acqua! In realtà – precisa al riguardo il sindaco – la Convenzione con la Società di gestione non prevede assolutamente la cessione del diritto di proprietà della risorsa idrica, come se fosse un bene qualunque. La Società si limita invece a supportare il Comune nella gestione del servizio e non vende l’acqua agli utenti. Sarà sempre il Comune a provvedere sempre alla distribuzione dell’acqua e, ritenendo il servizio di importanza vitale, continuando a portare questa grande risorsa anche nelle zone più disagiate, nonostante i costi siano enormi.

Pino La Rocca

 

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