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La sanità approssimativa calabrese miete un’altra vittima a Trebisacce

La sanità approssimativa calabrese miete un’altra vittima a Trebisacce
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Colto da malore, si reca al Punto di Primo Intervento di Trebisacce con la propria auto, ma mentre i medici gli praticano il protocollo previsto nelle patologie cardio-vascolari, il paziente va in arresto cardio-circolatorio e muore per un più che probabile infarto acuto del miocardio. Inutili, infatti, tutti i tentativi esperiti dal personale sanitario, tra cui l’Anestesista Rianimatore che, accorso subito al suo capezzale, gli ha praticato tutte le manovre cardiopolmonari previste nel protocollo, tra cui le compressioni toraciche e la ventilazione assistita. Parliamo di Paolo Accoti, 52 anni, originario di Vibo Valentia ma residente da sempre a Trebisacce, di professione avvocato e molto noto in città non solo per la sua militanza politica ma perché persona dal carattere molto garbato, gentile e brioso.

Lo dimostra il fatto che anche la politica, per Paolo Accoti, non ha mai rappresentato un terreno di scontro ma un’occasione per contribuire, attraverso l’impegno civile, alla crescita socio-economico e culturale della città. La notizia della sua prematura scomparsa, avvenuta nel pomeriggio di sabato 31 agosto, ha infatti scosso e rattristato tutta la comunità nella quale in molti, oltre ad esprimere il cordoglio personale per la prematura scomparsa di un amico, hanno colto l’occasione per ricordare che un tempo presso il “Chidichimo” c’era una Cardiologia-Utic che ha salvato la vita di tante persone e, al contrario, mettere in evidenza le ben note criticità di oggi in questo estremo lembo della Calabria dove si continua a morire anche per colpa di una politica miope e di corto respiro.

Per la cronaca va infatti sottolineato il fatto che i medici del Punto di Primo Intervento (e non del Pronto Soccorso come una bugiarda tabella riporta, ndr), avendo subito diagnosticato trattarsi di un problema cardiaco ed essendo nel pomeriggio di sabato il 118 di Trebisacce non medicalizzato come capita spesso per carenza di medici, hanno allertato il 118 di Cassano Jonio giunto sul posto celermente ma sempre nel rispetto dei tempi occorrenti per coprire la distanza.

Se il 118 di Trebisacce, osservano in molti, fosse stato medicalizzato, si potevano accorciare i tempi per il trasferimento del paziente presso l’Emodinamica di Castrovillari dove normalmente vengono trasferiti e soccorsi i pazienti una volta diagnosticato un infarto attraverso la tele-cardiologia. Ovviamente, anche in questo caso, come in altri casi già sperimentati in passato, si fa largo abuso dei se e dei ma, senza tener conto della talvolta ineluttabile fatalità. Andrebbe infatti ancora peggio se un episodio del genere  si verificasse durante la notte allorquando presso al Pronto Soccorso non solo non c’è un Cardiologo ma non ci sono neanche gli Anestesisti-Rianimatori ma solo un medico e un infermiere. Ecco perché, secondo il sentire comune, l’ennesimo tragico episodio, dovrebbe interrogare e scuotere la coscienza di chi è responsabile della gravità della situazione. I funerali del giovane avvocato Paolo Accoti saranno officiati oggi, domenica 1 settembre, alle ore 18.00 e tutta la città si ritroverà unita e affranta per dare l’estremo saluto all’amico di tutti.

Pino La Rocca

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