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Un aggiornamento sul gioco d’azzardo in Calabria

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A leggere i dati pubblicati dall’Agenzia Dogane e Monopoli, la Calabria si rivela una regione in cui si gioca molto d’azzardo. Nel 2018, secondo i dati pubblicati a giugno, in regione sono stati giocati quasi 2 miliardi di euro, soprattutto sulle slot e nei casinò online, sempre più spesso giocati da supporto mobile. Un trend grande in crescita, che si affianca a quello nazionale.

Il record della provincia in cui si gioca di più appartiene a Cosenza, dove nel 2018 si è giocato più di 663 milioni di euro. Seguono in ordine Reggio, Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone.

Secondo i dati elaborati da Gedi Digital e da Il Sole 24 Ore, la Calabria non è tra le regioni italiane in cui si scommette di più in termini di volume, ma in alcune zone si scommette molto in rapporto al reddito. I calabresi, insomma, spesso non hanno molti soldi, ma una buona parte se li giocano, alla ricerca del colpo di fortuna. Il record del 2017 è andato a San Marco Argentano, comune in cui in media si è speso il 13% di quanto si guadagna al gioco: ben 1531 euro per abitante.

E anche se non si può sapere quanti sono i giocatori patologici o a rischio nella nostra regione (in Italia sono circa un milione) il rapporto così alto tra spesa per il gioco e reddito non fa ben sperare. Il bisogno di spendere buona parte del proprio denaro nel gioco è infatti uno dei classici indicatori della dipendenza o del rischio di dipendenza.

Molti osservatori del mondo del gioco nel nostro paese si chiedono quale sarà l’impatto del Decreto Dignità sulla spesa e sull’atteggiamento degli italiani nei confronti delle scommesse. Per saperne di più e avere un punto di vista interno sul decreto, abbiamo parlato con Luigi Conti, del sito di roulette online italiano roulette-on-line.it, ed ecco che cosa ci ha detto: Per chi non lo sapesse, il Decreto fortemente voluto dall’ormai ex vice premier Di Maio (ora Ministro degli esteri) impone uno stop alle pubblicità per siti web e altri operatori del gioco, incluse le sponsorizzazioni sportive.

Questo significherà che non vedremo più passare in tv le pubblicità dei casinò online, né li troveremo sui quotidiani o ne vedremo il logo sulle magliette dei campioni della serie A. Un bel cambiamento rispetto a quanto accadeva fino ad ora.

E anche se questo non significa affatto che il gioco è divenuto illegale o meno accessibile, molti si chiedono cosa cambierà nel nostro paese. Noi vogliamo qui puntare lo sguardo sulla Calabria, con la sua abitudine al gioco così forte e radicata.

Bisogna prima di tutto sottolineare che gran parte della spesa per il gioco, in Calabria come nel resto d’Italia, avviene su prodotti “offline”, cioè slot machine, lotto e via dicendo. Questi raccolgono la stragrande maggioranza delle giocate e anche se non saranno più pubblicizzati, saranno sempre disponibili nei soliti posti, cioè dai tabaccai, nei bar e via dicendo.

Le cose potrebbero invece cambiare un po’ per quanto riguarda il gioco online. Il motivo principale dietro l’introduzione della legge è stato il tentativo di abbassare la dipendenza dal gioco riducendo l’esposizione alle pubblicità degli operatori di scommesse. Se la legge riuscirà ad ottenere il suo obiettivo, allora il tasso di dipendenza dal gioco in Italia e anche nello specifico in Calabria diminuirà. Tuttavia, molti operatori temono che senza la pubblicità a indicare ai giocatori quali siti sono autorizzati ad operare nel paese, molti potrebbero finire nei tanti casinò online illegali della rete, che non sono monitorati né tanto meno pagano le tasse. Visto che la legge è entrata in vigore solo di recente resta ancora da vedere quale sarà il suo impatto sulle scommesse in Italia in generale e in particolare in Calabria. (guest post)

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