Redazione Paese24.it

Castrovillari, rapporto genitori-figli e corti teatrali al “Calàbbria Teatro Festival”

Castrovillari, rapporto genitori-figli e corti teatrali al “Calàbbria Teatro Festival”
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa
Download PDF

Dopo l’edizione estiva tenutasi  a Civita, il Calàbbria Teatro Festival, si sposta a Castrovillari con la rassegna dei corti teatrali  – VI edizione. La manifestazione, giunta alla nona edizione e organizzata dall’Associazione Culturale “Khoreia 2000”, per la direzione artistica di Rosy Parrotta e quella organizzativa di Angela Micieli, si svolgerà, dall’11 al 13 ottobre. Tutti gli eventi si terranno nella sala teatro Khoreia. Quattro i corti teatrali (della durata massima di 30 minuti), in programma domenica 13 ottobre con inizio alle ore 18; tutti ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

Si partirà con Filumena Marturano, di Eduardo De Filippo con Alessandra Romano. L’attrice pluripremiata interpreta il monologo femminile per antonomasia: quello di Filumena Marturano, omaggiando il grande “signore del teatro” Eduardo De filippo. A seguire, Madonne stanche, scritto da Claudia Balsamo con Federica Palo e Roberta Aprea per la regia di Raffaele Bruno. Il testo è ispirato a vari fatti di cronaca, che hanno, come tratto comune, il senso di vuoto in cui si può cadere, la perdita, lo smarrimento. “Madonne stanche” sono le nostre figlie e i nostri figli che vanno alla deriva se smettiamo di essere “un porto d’amore”.

Si proseguirà con I miei uomini di e con Antonio Anzilotti De Nitto. Storia di un uomo che ripercorre tutta la sua vita durante gli anni del nazismo fino ad arrivare al fatidico momento in cui viene arrestato. A chiudere la kermesse dei corti teatrali L’attrice è tutta crosta – Ciarle di maschera dal sottosuolo; testo di  Adriano Marenco, regia di Francesca Puopolo con Nathalie Bernardi. Una vecchia Gloria Swanson o una giovane Marlene subrette, dai molteplici volti che si fondono in gioia e orrore all’ombra di ombrellini da cocktail e umilianti autorappresentazioni. Lo spettacolo analizza il rapporto genitori/ figli attraverso il fallimento, l’inadeguatezza al proprio ruolo. Sia di figlia che di madre. Testo che richiama la tematica di quest’anno del Festival, appunto “Rapporto genitori/figli” che sarà anche l’argomento dell’ incontro socio-culturale in programma venerdì 11 ottobre alle ore 18. Il Calàbbria Teatro Festival è anche laboratori. Sabato 12 ottobre, dalle ore 10, “Residenza Artistica sul Teatro dell’assurdo” di Samuel Beckett. Dal laboratorio verrà prodotto un lavoro teatrale che sarà presentato a dicembre in occasione del trentesimo anniversario della morte del più influente drammaturgo del Novecento.

Redazione

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *