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Trebisacce, Poste chiuse. Nessun avviso per i cittadini tra il silenzio degli amministratori

Trebisacce, Poste chiuse. Nessun avviso per i cittadini tra il silenzio degli amministratori
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Uno scorcio di Trebisacce

Via Fiume, ore 11.30 di mercoledì 22 agosto 2012: Ufficio Postale di Trebisacce-Marina ermeticamente chiuso e senza alcuna indicazione per i cittadini utenti che, per qualsiasi adempimento postale devono rivolgersi alla Succursale n. 1 del centro storico (un buco, con un solo operatore, ora implementati a due), oppure agli uffici postali dei paesi vicini, tutti invasi da cittadini-residenti e turisti. Questo è il modo di fare, alquanto inspiegabile, di Poste Italiane che, dovendo eseguire delle modifiche strutturali interne all’ufficio (unificare gli ambienti dei portalettere con quelli degli operatori?), hanno chiuso l’ufficio, si dice per dieci giorni salvo imprevisti, proprio nel periodo di maggiore affollamento coincidente con il mese di agosto, creando così una serie di disagi ai poveri fruitori dei servizi postali, la cui voce e le cui proteste non hanno trovato per la verità orecchie attente neanche negli amministratori che non hanno protestato più di tanto. Non sono mancate invece le proteste da parte dei cittadini che, magari rinunciando ad una giornata di mare, si recano all’ufficio postale e trovano la porta sbarrata senza alcuna spiegazione ufficiale. Sì, di ufficiale non c’è niente, ma è facile immaginare che, dovendo eseguire dei lavori, si è scelto questo periodo per consentire ai dipendenti di godere delle legittime ferie. Tutti al mare dunque: per pagare le bollette c’è tempo. Oppure si può ricorrere ad altre soluzioni. E’ noto infatti che le bollette, oltre che per via telematica, ora si possono pagare anche presso le ricevitorie e presso il banco-lotto, magari senza lunghe file e senza sgomitare più di tanto. Poste Italiane forse non ha pensato che, con la chiusura dell’ufficio postale proprio in questo periodo, la gente può scoprire soluzioni alternative che poi possono essere praticate anche in seguito!

Pino La Rocca

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