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Ponte sullo Stretto. Risarcimento da 300milioni a società appaltatrice per mancata costruzione

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Lo stretto di Messina che divide Calabria e Sicilia

Trecento milioni di euro è la penale da pagare alle società appaltatrici per la mancata costruzione del ponte sullo stretto di Messina.

E’ Domenico Naccari (delegato ai rapporti con le comunità regionali del sindaco di Roma Gianni Alemanno) a lanciare l’allarme, facendo appello ai rappresentanti calabresi e siciliani “di tutti gli schieramenti”, per sollecitare il governo Monti a eliminare la norma (contenuta nella bozza del ddl stabilità ora all’esame del governo), che prevede il pagamento di una penale di 300 milioni di euro da destinare alle società che dovevano costruire il ponte sullo stretto di Messina. Una norma che appare – commenta ancora Naccari – come una “facoltosa quanto gratuita donazione dei contribuenti italiani a una delle più potenti organizzazioni di costruttori esistenti al mondo”. “Calabresi e siciliani meriterebbero un risarcimento per le prese in giro, non le straricche società che incassano fior fiori di quattrini pubblici senza muovere un mattone”.

Sarebbe questa un’ulteriore beffa per i cittadini calabresi, dal sapore ancora più amaro, in un periodo in cui i tagli alla sanità e ai trasporti hanno fatto chiudere ospedali e cancellato treni in regione; proprio quando anche il New York Times sbatte in prima pagina l’autostrada A3 Salerno Reggio come l’emblema del fallimento dello Stato Italiano. Per la serie “al peggio non c’è mai fine”, se in America pensano che al Sud si sia toccato il fondo, qualcuno li avverta che stiamo già scavando da un pezzo.

Luigi Adinolfi

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