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Calabria, cresce malcontento per taglio treni. E la protesta si sposta su scala nazionale

Calabria, cresce malcontento per taglio treni. E la protesta si sposta su scala nazionale
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Cresce e si alimenta, soprattutto attraverso la rete, l’attenzione verso la questione della soppressione dei treni ed il diritto alla mobilità pubblica che, affidata finora a iniziative localistiche, si avvia a diventare una questione nazionale e, quindi, ad avere un peso specifico di negoziazione anche rispetto al governo centrale. In prima fila, per ovvie ragioni, la Calabria ed in particolare la fascia jonica che va da Reggio Calabria a Taranto che, con il drastico depotenziamento del trasporto regionale e la soppressione dei treni a lunga percorrenza, rischia di essere tagliata fuori dall’Italia.

Il compito di unificare le tante iniziative sviluppatesi finora in tutta la Calabria, dal Reggino alla Locride, dal Crotonese all’Alto Jonio (vedi la “Marcia del Treno” da Cittanova a Polistena, le numerose iniziative di Italia Nostra di Crotone, quelle dell’associazione “Cariatesi a Milano”, quelle più isolate del goliardico Euristeo di Rossano e da ultimo quelle più vivaci promosse dal “Movimento Terra e Popolo”) se l’è assunto il professore Domenico Gattuso, docente ordinario di Pianificazione dei Trasporti presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria il quale, con la collaborazione di Rosalba Rizzuto (comitato pendolari laziali) del docente dell’Unical  Spartaco Capogreco, della consigliera nazionale di Italia Nostra Teresa Liguori, sta cercando, sempre attraverso la rete, di portare a sintesi i tutti fermenti positivi che sul tema delle Ferrovie si agitano in Calabria per collegarli al movimento nazionale nel quale si segnala in prima fila quello di Alba, per fare della mobilità “dolce, non impattante ed equo-sostenibile” una vertenza nazionale da contrapporre alla logica dei mega-progetti (vedi TAV) che sono molto più devastanti per l’ambiente e costosi per le anemiche casse dello Stato.

«Le politiche dei trasporti negli ultimi 10-15 anni – scrive l’ingegnere Gattuso – sono state fortemente indirizzate alla costruzione di grandi infrastrutture, spesso e volentieri esagerate, costosissime e inutili. Il tutto per favorire alcune grandi lobbies del cemento, a scapito dei servizi di trasporto essenziali per i cittadini. La pratica in questione – sostiene ancora Domenico Gattuso – ha trovato le sue maggiori manifestazioni nei progetti di TAV al confine italo-francese e del Ponte sullo Stretto di Messina (finalmente sospeso); ma sono numerosi gli esempi di un approccio sbagliato, ispirato dalla deleteria Legge Obiettivo e alla mortificazione della più corretta selezione degli interventi attraverso un processo di pianificazione e valutazione con un coinvolgimento diretto delle popolazioni. Riteniamo perciò opportuno – conclude il docente di Pianificazione dei Trasporti – dar vita ad un gruppo di lavoro nazionale sul tema “Trasporti equo-sostenibili” per affermare una visione “diversa, alternativa e giusta” delle politiche per i trasporti». Venerdì 26 ottobre, alle 14.30, il neo-nato movimento farà la sua prima uscita nazionale presso la stazione di Roma Termini.

Nell’occasione, secondo quanto riferisce il professore Gattuso, si metteranno a punto le strategie ritenute più efficaci per rendere più forti ed incisive le iniziative di rivendicazione e poi verrà redatto un progetto di massima su: -come comporre la rete e l’indirizzario; -come articolare i contenuti della vertenza a partire dalle esperienze locali e infine, -come programmare tutte le iniziative regionali, che dovranno culminare in una manifestazione nazionale con il presenziamento simultaneo di tutte le stazioni FS da parte dei pendolari e dei cittadini-utenti.

Pino La Rocca

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One Response to Calabria, cresce malcontento per taglio treni. E la protesta si sposta su scala nazionale

  1. Gattuso Domenico 2012/10/14 at 18:39

    Caro La Rocca,
    che tempismo! Ringrazio per il bell’articolo, anche se sinceramente non mi aspettavo una tale rapidità di apparizione sulla scena. Il 26 si vuol dare l’avvio a qualcosa di serio; spero nasca qualcosa di positivo. Vorrei tuttavia provare ad evitare di personalizzare troppo l’iniziativa, rifuggo dai leaderismi di tutti i tipi tanto più se riguardano la mia persona. Nella rete che stiamo costruendo ci sono decine di brave, oneste e competenti persone, italiani che hannoa cuore un paese migliore

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