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Plataci, a scuola in “pluriclasse”. Tra Infanzia, Elementari e Medie 49 bambini

Plataci, a scuola in “pluriclasse”. Tra Infanzia, Elementari e Medie 49 bambini
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Plataci

Perdita di diverse autonomie scolastiche, riduzioni di posti, accorpamento di classi e massiccio ritorno al sistema delle pluriclassi che rappresentano una soluzione antiquata e complicata per gli insegnanti che vi operano ma soprattutto penalizzante per gli alunni a cui viene offerto uno “spazio culturale” molto angusto. Questo il quadro allarmante con cui nei paesi dell’Alto Jonio si è aperto l’anno scolastico 2012. Quello delle pluriclassi è un sistema già vigente nei comuni più piccoli dell’Alto Jonio come Castroregio, Alessandria del Carretto, Plataci, Nocara, Canna, San Lorenzo Bellizzi,che ora però si va estendendo anche in altre realtà un pò più grandi come Albidona, Oriolo, Roseto Capo Spulico, Montegiordano, Cerchiara di Calabria. Emblematica la situazione di Plataci dove l’anno scolastico si è aperto tra notevoli difficoltà anche per i “pochi” alunni che frequentano la scuola dell’obbligo che da tempo è sede associata dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli” di Villapiana.

Qui tutti gli alunni appartenenti ai tre ordini di scuola dell’obbligo convivono in pluriclassi: la scuola dell’Infanzia, che conta in tutto 11 bambini, è formata da una sola pluriclasse; la scuola Elementare che conta in tutto 25 bambini, è formata da 2 pluriclassi e la scuola Media, che conta in tutto 13 alunni è anch’essa formata da un’unica pluriclasse. Qui bambini in tenera età e ragazzi più grandicelli si trovano quotidianamente a interagire con bambini e ragazzi di età diversa dalla loro e i docenti, da parte loro, devono moltiplicare le energie e gli sforzi per portare avanti una pluralità di programmi. A complicare ulteriormente la situazione si è aggiunta la perdita dell’autonomia scolastica del Comprensivo “G. Pascoli” di Villapiana, contro cui è stato proposto ricorso, ma i margini per ripristinare l’autonomia sembrano abbastanza labili e la situazione complessiva sempre più difficile e sconfortante.

Pino La Rocca

 

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