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Cosenza, ciclista Reda premiato in Provincia. «Esempio di passione e sacrifici»

Cosenza, ciclista Reda premiato in Provincia. «Esempio di passione e sacrifici»
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Da sinistra: Bevacqua, Reda e Lecce

Continua il percorso di avvicinamento al Giro d’Italia per il ciclista calabrese Francesco Reda, accompagnato dall’affetto e dal sostegno della gente della sua terra. Dopo l’incontro con gli alunni delle scuole medie dell’Istituto “G.Troccoli” di Lauropoli (Cassano Jonio), occasione per regalare ai giovani studenti una singolare nonché istruttiva lezione sul mondo del ciclismo e dei valori che accompagnano questo sport e per inaugurare il “Fans Club Francesco Reda”, il corridore rendese è stato premiato con due targhe ed un prezioso libro sull’antico palazzo della Provincia di Cosenza dal vicepresidente della Provincia Mimmo Bevacqua e dall’assessore allo sport e al turismo Pietro Lecce presso il salone della presidenza dell’Amministrazione Provinciale. Un incontro, affermano Bevacqua e Lecce voluto per “ringraziarlo, anche a nome di tutti i cosentini e di tutti i calabresi, per l’immagine forte, pulita e positiva che trasmette della nostra terra in Italia e nel Mondo. La sua è una storia esemplare, fatta di passione e sacrifici, a cui tutti i nostri giovani dovrebbero guardare con grande ammirazione e spirito di emulazione per imparare che quando nella vita si hanno dei sogni bisogna fare di tutto per perseguirli e realizzarli”.

Francesco Reda, che ha già alle spalle tre partecipazioni al Giro d’Italia, una al Tour de France e ad altre corse internazionali, dopo le esperienze con la maglia di “Acqua e sapone” di Stefano Garzelli e Mimmo De Luca, quest’anno parteciperà alla corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo tra le fila dell’”Androni Giocattoli” del campione d’Italia Franco Pellizotti, dove inseguirà il desiderio di vincere la tappa del Giro d’Italia che quest’anno arriverà in Calabria, a Serra San Bruno, per dedicare la vittoria alla sua famiglia, ai calabresi, ai suoi concittadini rendesi e a tutti i cosentini.

Giovanni Pirillo

 

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