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Trebisacce, sanità dimezzata ma si pagano ancora affitti per immobili

Trebisacce, sanità dimezzata ma si pagano ancora affitti per immobili
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Per fare economie e ridurre gli sprechi la dirigenza sanitaria cancella servizi sanitari essenziali ma nel frattempo continua a dissipare risorse pubbliche per pagare sostanziosi fitti per gli immobili. Il famigerato Piano di Rientro, in nome della solita logica ragionieristica che ha finito per penalizzare le zone più periferiche della provincia di Cosenza, ha infatti falcidiato la sanità pubblica chiudendo strutture e cancellando servizi di primaria importanza, ma stranamente si è fermato, almeno per il momento, davanti agli enormi sprechi costituiti da decine e decine di contratti stipulati con privati per il fitto di tantissimi immobili in cui da anni sono allocati uffici, ambulatori, consultori, guardie mediche.

Complessivamente, tenendo conto del quadro riassuntivo che la stessa Asp di Cosenza ha pubblicato proprio perché si tratta di risorse pubbliche, di oltre 3milioni di euro all’anno, di cui una bella fetta proprio nell’Alto Jonio, il territorio più penalizzato dai tagli, che costa all’Asp oltre 100mila euro, in gran parte spesi per gli edifici occupati a Trebisacce ma anche nei paesi del Comprensorio dove sono allocate le Guardie Mediche.

Per la verità anche in questo l’Alto Jonio si conferma come la Cenerentola della Calabria e della Provincia di Cosenza in considerazione del fatto che solo per la sede della ex Asl n. 3 di Rossano (che non c’è più da qualche anno), l’azienda sanitaria spende ogni anno oltre 250mila euro di fitto a privati, ma anche i 100mila euro spesi nell’ormai ex Distretto Sanitario n. 4, (nella foto) nelle ristrettezze del momento, potrebbero essere ridotti e, con le risorse risparmiate, salvaguardare qualche servizio sanitario. Ovviamente nessuno accetterà mai che i locali dell’ospedale, un tempo pieni vita e di animazione e oggi deserti e abitati ormai solo dai fantasmi del passato, vengano riciclati in uffici pubblici, ma attraverso una razionalizzazione di tutti gli immobili attualmente in affitto e spostando solo le strutture sanitarie nell’edificio dell’ex ospedale, si potrebbe pervenire a sostanziosi risparmi da destinare al ripristino di alcuni servizi sanitari essenziali, che sono stati azzerati con la presunzione di ridurre gli sprechi.

Pino La Rocca

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