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Il Pollino continua a tremare. A Mormanno rischio “emergenza psicologica”

Il Pollino continua a tremare. A Mormanno rischio “emergenza psicologica”
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A Mormanno (Cs), a poco più di una settimana dalla forte scossa di terremoto che ha svegliato il paese nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26 ottobre, la paura resta. Sul Pollino, a cavallo del confine tra Calabria e Basilicata, la terra ancora oggi continua a tremare, come fa ormai da due anni. Uno sciame sismico che oltre ad aver provocato non pochi danni materiali ad abitazioni civili, edifici pubblici e luoghi di culto ha contribuito anche ad insinuare il terrore del sisma tra le popolazioni di Mormanno e dei comuni limitrofi per quella che rischia di diventare una vera “emergenza psicologica”. E per fronteggiare questo rischio è già operativa la Caritas della locale Diocesi di Cassano Jonio (Cs) con il supporto dell’organizzazione nazionale.

Mentre i sindaci dei comuni colpiti, chi più e chi meno, dal sisma, lamentano una certa latitanza da parte del governo centrale. E la Regione Calabria ha sollecitato lo “stato di emergenza” che ad oggi risulta non pervenuto. Dopo la scossa di giovedì notte, avvenuta all’una circa (e riaggiornata dall’Ingv in magnitudo 5.3), a Mormanno sono operative le associazioni di volontariato laiche e cattoliche, i portoni delle scuole si sono riaperti per cercare di ritornare alla routine quotidiana. Ma da queste parti non è facile, con il terremoto che, da quello che raccontano i cittadini, sembra essere come una spada di Damocle pronta a colpire. Perché il terremoto è paura. Nei comuni “toccati” dal sisma sono un centinaio le ordinanze di sgombero. Ma molti di più gli edifici dichiarati inagibili, tra cui lo stesso ospedale di Mormanno, dove alcuni pazienti sono stati dimessi ed altri trasferiti in ospedali limitrofi. In paese, da come racconta il sindaco Guglielmo Armentano, tanti cittadini hanno comunque preferito lasciare le loro case per alloggiare in altri comuni presso parenti o amici. «Mormanno rischia di diventare un paese fantasma», il grido d’allarme del primo cittadino.

Intanto il presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra, ha promosso un comitato composto dai sindaci di quei comuni interessati dal sisma: San Basile, Castrovillari, Acquaformosa, Frascineto, Morano Calabro, Papasidero, Altomonte, Laino Castello nel cosentino e Castelluccio Superiore, Castulluccio Inferiore, Episcopia, Viggianello nel potentino. L’obiettivo è quello di creare un tavolo congiunto al quale parteciperanno anche i due presidenti di Regione, Scopelliti (Calabria) e De Filippo (Basilicata) per bussare alla porta dello Stato centrale, invocando un intervento necessario. Un primo passo in questa direzione è l’incontro fissato per giovedì 8 novembre a Roma, e sollecitato dal vicepresidente vicario del Parlamento Europeo Gianni Pittella, tra questo nascente comitato di sindaci e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.

Vincenzo La Camera

 

 

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