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Trebisacce, “Viaggio nel pianeta sanità”. Laratta: «Monti dichiari stato emergenza per sanità calabrese»

Trebisacce, “Viaggio nel pianeta sanità”. Laratta: «Monti dichiari stato emergenza per sanità calabrese»
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«Oggi la Sibaritide rappresenta il punto più critico della sanità calabrese ed è stato un grave errore aver chiuso gli ospedali “di confine” di Trebisacce e Praia a Mare, la qual cosa ha fatto aumentare la migrazione sanitaria passiva, con la Calabria che, ricorrendo a ben 65mila prestazioni sanitarie fuori regione, in pratica foraggia il sistema sanitario degli altri a scapito del nostro». Lo ha affermato l’on. Carlo Guccione nel corso della tappa a Trebisacce del “viaggio nel pianeta sanità”, intrapreso insieme all’on. Franco Laratta per denunciare i guasti provocati dal Piano di Rientro targato Scopelliti.

Un Piano che, secondo Guccione, lo stesso tavolo Massicci ha considerato fallito tanto da pretendere un nuovo programma operativo da redigere entro il prossimo mese, per non perdere i 528milioni di fondi Fas. All’incontro, oltre ai due parlamentari del PD ed al sindaco di casa Franco Mundo sono intervenuti il consigliere regionale Mario Franchino, Franco Pacenza in qualità di referente della sanità per il PD regionale, i consiglieri provinciali Giuseppe Ranù e Mario Melfi, diversi amministratori e sindaci dell’Alto Jonio tra cui quello di Cassano Jonio Gianni Papasso.

Ha concluso i lavori dopo alcuni interventi dal pubblico, l’on. Franco Laratta: «Scopelliti sfugge al confronto e sta scappando – ha detto Laratta – tanto da costringerci a denunciarlo alla Procura di Rossano. Ma noi – ha detto Laratta – lo inseguiremo sempre per fargli capire che del suo Piano neanche un rigo ha funzionato. E’ stata una follia chiudere Trebisacce e Praia perché non è chiudendo i piccoli ospedali che si risana la sanità. Siamo intenzionati, insieme a Guccione, – ha concluso Laratta – a recarci dal presidente Monti per far dichiarare lo stato di emergenza della sanità calabrese perché qui non funziona niente, neanche l’ordinarietà e la gente muore in attesa di un posto-letto che non si trova».

Pino La Rocca

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