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Alto Jonio, Lsu-Lpu alzano la voce. Ad Amendolara e Villapiana scuolabus fermi

Alto Jonio, Lsu-Lpu alzano la voce. Ad Amendolara e Villapiana scuolabus fermi
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Si allarga a macchia di leopardo la protesta dei circa 500 lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità dell’Alto Jonio che, alla pari di tutti i colleghi calabresi (circa 5mila) sono senza stipendio da agosto e per i quali si annuncia un Natale con poche luci, anche perché dalla Regione finora arrivano solo promesse vaghe e non fatti concreti. Si tratta di lavoratori ormai inseriti a pieno titolo negli organici dei comuni dove svolgono le mansioni più disparate, tanto che, se dovessero decidere di incrociare le braccia, sarebbe ro a rischio molti servizi comunali. Come del resto sta già avvenendo a Villapiana dove il sindaco Roberto Rizzuto ha dovuto chiudere alcuni uffici e sospendere il servizio-scuolabus e in parte il servizio di mensa scolastica e di manutenzione della rete fognaria. Stessa situazione ad Amendolara (nella foto, il Comune) dove i circa 40 LSU ed LPU presidiano da lunedì scorso la sala consiliare e sono sospesi gli stessi servizi di Villapiana. Per non parlare dei 43 LSU ed LPU di Oriolo che hanno scritto un’accorata lettera a Scopelliti ed al Prefetto di Cosenza per sollecitare la copertura finanziaria che garantisca il misero salario mensile e soprattutto più rispetto per le persone attraverso la stabilizzazione e la fine della precarietà del loro rapporto di lavoro. Finora però sono arrivati solo rinvii e promesse.

E’ per questo che da diversi giorni la categoria ha dichiarato lo stato di agitazione che, se non interverranno fatti nuovi, sfocerà in uno sciopero generale previsto per la giornata di lunedì prossimo 10 dicembre. In realtà c’è qualche paese (vedi Trebisacce) dove il comune è riuscito a mantenere gli impegni anticipando risorse del proprio bilancio, ma la maggior parte dei comuni, anche se la Regione ha provato a sollecitare i comuni a ricorrere ad anticipazioni di cassa, non è in grado di far fronte alla richiesta per carenza di liquidità.

Oltre che rabbia e indignazione per dover pietire ogni volta il giusto salario, la categoria è delusa dalle continue promesse di una stabilizzazione che si allontana sempre di più e che rischia di condannare questi lavoratori alla precarietà a vita. Per la verità oggi (giovedì) è arrivata dalla Regione l’ennesima promessa. L’assessore al Bilancio Mancini ed al Lavoro Stillitani a tal riguardo hanno infatti rilasciato la seguente dichiarazione: «La Giunta Regionale è già al lavoro per far fronte ai ritardi nei pagamenti dei sussidi arretrati ai lavoratori Lsu-Lpu. Ben prima degli allarmismi sollevati stamane, – hanno dichiarato i due componenti dell’esecutivo – la Giunta Regionale ha infatti avviato un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali di categoria per giungere alla risoluzione del problema».

Pino La Rocca

 

 

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