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Oriolo. Nell’Alto Jonio della recessione, la VM è un’opportunità. Come sopravvivere alla crisi

Oriolo. Nell’Alto Jonio della recessione, la VM è un’opportunità. Come sopravvivere alla crisi
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L’Alto Jonio cosentino tra recessione e opportunità. In un contesto dove la morsa della crisi economica stringe sempre di più questo territorio, emergono alcune eccellenze, come la fabbrica VM Materassi e Reti di Oriolo, oggetto di attenzione e di discussione nel corso di una tavola rotonda tenutosi giovedì presso l’agriturismo Cervinace. Politica, sindacati, mondo dell’informazione locale, addetti ai lavori, dipendenti stessi della VM si sono interrogati su come l’Alto Jonio cosentino possa uscire dal guado dell’atavico arretramento provando a seguire l’esempio della VM, «una delle due più grandi aziende dell’Alto Jonio – ha commentato Antonio Di Franco (segretario comprensoriale Fillea Cgil Pollino-Sibaritide-Tirreno): l’altra è il precariato».

La storia della VM è un po’ da libro cuore. Un imprenditore, Giorgio Bonamassa, originario di Oriolo che dopo aver fondato e implementato un’importante realtà produttiva nel campo dei materassi nel padovano, nel Nord-Est laborioso, decide di portare questa competenza nella sua Oriolo, creando in poco più di dieci anni un’azienda con un quarantina di dipendenti, quasi tutti del posto. Di questo ne è ben conscio il sindaco di Oriolo, Franco Colotta, presente al dibattito, che stimolato anche da Vincenzo Brancaccio – nella duplice veste di consigliere di minoranza e impiegato VM e nello specifico tra gli attori principali (assieme a Vincenzo Blotta e Franco Soria) nell’organizzazione di questo percorso formativo che ha riguardato l’azienda per tramite della Regione Calabria – ha assicurato il suo impegno per potenziate la zona industriale di Oriolo.

Ed è proprio questo aspetto che è emerso dall’incontro dibattito: in questi anni di recessione le istituzioni pubbliche, la politica e le parti sociali hanno il dovere di sostenere queste imprese e, al tempo stesso, mettere in condizione altri imprenditori “coraggiosi” di poter intraprendere percorsi virtuosi. Spogliando così la politica di quel ammuffito ruolo assistenzialistico e trasformandola in una dinamo che produce occupazione nel rispetto delle regole, della concorrenza e della meritocrazia. L’Alto Jonio ha bisogno di polmoni pulsanti. Ogni comune ha bisogno della sua VM, per contrastare lo spopolamento, per incentivare l’occupazione giovanile e per mettere in moto un territorio in ginocchio, defraudato di tutti i servizi principali: dalla sanità, ai trasporti, dai servizi postali a quelli di pubblica sicurezza, sino ai presidi di legalità.

Un’esaustiva digressione su questi aspetti drammatici è stata proposta dal sindacalista Di Franco, affiancato al tavolo dei relatori – ben coordinato dal giornalista de “Il Quotidiano della Calabria”, Franco Maurella – dal segretario provinciale Filca Cisl Cosenza, Pasquale Costabile, che ha insistito su una necessaria defiscalizzazione per le imprese delle zone svantaggiate, per permettere loro di poter partire senza handicap. Luigino Filice, docente di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione presso l’Unical e da tempo in stretto contatto con la VM lungo un filone collaborativo tra le due parti, ha invece messo il dito nella piaga della concorrenza sleale, soprattutto quella cinese, che ha fatto sprofondare il nostro made in Italy.

Sicuramente il cittadino deve metterci del suo nella scelta del prodotto, ma in un periodo di crisi economica dove non tutti possono permettersi la qualità, ecco che lo Stato dovrebbe garantire quei maggiori controlli necessari a colmare questo gap. Nel corso degli interventi anche una testimonianza diretta da parte del giornale on line dell’Alto Jonio, Paese24.it, che nei giorni scorsi ha realizzato un reportage all’interno dell’azienda.

Una giornata dai doppi risvolti, quella di giovedì: una medaglia dalla doppia faccia. Da una parte il giusto riconoscimento ad un’eccellenza del territorio che è riuscita ad evitare la cassa integrazione per i suoi dipendenti; dall’altra però, un grido d’allarme lanciato dalla stessa azienda per bocca del “patron” Giorgio Bonamassa (nella foto): «Bisogna mettere in condizione la VM di continuare il percorso intrapreso. E’ un grido d’allarme che si rivela come una eco per tutta l’economia del comprensorio. Sostenere un’azienda, sostenere un’economia locale, non significa soltanto pensare al materiale concetto di finanziamento pubblico, seppur fondamentale. Ma sostenere un’azienda, in senso lato, significa difendere sul territorio i servizi necessari per i cittadini: dalla salute ai trasporti, in primis. Da parte sua, il cittadino calabrese, deve uscire da quell’apatia che spesso lo contraddistingue e risolversi a creare opportunità di lavoro, condite sempre dalla professionalità e dalla correttezza a scapito dell’improvvisazione.

Il dibattito è stato concluso dal consigliere regionale Gianluca Gallo, il quale ha svolto un ruolo di trade union tra l’azienda di Oriolo e la Regione Calabria, monitorando un’istruttoria che rischiava di perdersi nei meandri della burocrazia regionale andando così ad inceppare gli oleati ingranaggi della VM. Un’importante sinergia dunque messa in atto tra l’amministratore della VM Bonamassa e il consigliere Gallo, nella quale una partita importante l’ha giocata Vincenzo Brancaccio che da cittadino di Oriolo, prima e da impiegato della VM poi, ha avuto il merito di andare a sollecitare quel necessario rapporto tra pubblico e privato.

Vincenzo La Camera

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