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Alto Jonio, tanti comuni “gelati”. Niente fondi per emergenza febbraio 2102

Alto Jonio, tanti comuni “gelati”. Niente fondi per emergenza febbraio 2102
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Niente fondi per l’emergenza-neve di febbraio 2012. Così i paesi dell’Alto Jonio che nell’inverno scorso hanno subito notevoli disagi e ingenti danni economici, per far fronte ai quali hanno dovuto anticipare non poche risorse di bilancio, nonostante le reiterate richieste indirizzate dai sindaci alla Protezione Civile, non avranno alcun ristoro dalla Regione perché, a quanto pare, la somma dei danni (2,7miliardi), denunciata all’Unione Europea dalle 11 regioni italiane colpite dall’emergenza-neve, tra cui la Basilicata e la Calabria, non raggiunge la soglia minima per far scattare l’attivazione del Fondo di Solidarietà, che viene attivato solo quando si supera la somma di di 3,7miliardi di euro.

E’ paradossale, ma è così: la prossima volta bisognerà gonfiare i costi dei danni e così l’Unione Europea aprirà più volentieri i cordoni della borsa. E’ con questa funesta prospettiva che si apre un’altra stagione invernale, che si è già annunciata coi primi fiocchi di neve che hanno colpito tutte le aree interne dell’Alto Jonio e gli stessi paesi che ogni anno restano isolati perché colpiti da forti e persistenti nevicate. Si tratta dei soliti comuni delle aree interne, tra cui Alessandria del Carretto (nella foto), San Lorenzo Bellizzi, Plataci, Castroregio, Nocara, Oriolo… i cui sindaci, in occasione delle nevicate dell’anno scorso che hanno letteralmente sepolto i centri abitati, interrotto le comunicazioni e creato enormi disagi soprattutto nelle contrade rurali, hanno dovuto far fronte con le poche risorse disponibili ricorrendo il più delle volte a ditte private che ovviamente vogliono essere pagate.

Finora, considerato che è trascorso un anno intero, i sindaci hanno continuato a tempestare di richieste il Dipartimento Regionale della Protezione Civile ed ora stavano programmando un’azione collettiva, ma il tardivo verdetto emesso dalla Protezione Civile tronca ogni discorso e gela le speranze dei sindaci: niente fondi dall’Unione Europea. Lo precisa in una nota il Dipartimento della Protezione Civile che sottolinea: «Il Fondo nasce e interviene per far fronte a eventi nazionali con danni superiori, per l’Italia, a 3,6 miliardi di euro. Solo eccezionalmente viene concesso per eventi che causano danni inferiori a quella soglia purchè si rispettino alcuni parametri: deve essere colpita la maggior parte della popolazione (più del 50%) della regione affetta dall’evento e deve essere dimostrata l’esistenza di profonde e durature ripercussioni sulle condizioni di vita e la stabilità economica (per un periodo di tempo maggiore di un anno dal verificarsi dell’evento calamitoso). E’ qui – secondo la Protezione Civile – che si è arenato il finanziamento e non già, come hanno sostenuto alcuni critici, sull’ipotesi di fantomatici “conti gonfiati”».

Pino La Rocca

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One Response to Alto Jonio, tanti comuni “gelati”. Niente fondi per emergenza febbraio 2102

  1. Domenico Pittino 2012/12/11 at 11:20

    L’ennesimo scippo a chi già non ha di che gioire; …questa è l’unica chiave di lettura che accomuna tutti i territori colpiti dall’emergenza neve del 2011 e dove, purtroppo, non poteva mancare il nostro Alto Jonio, capitanato dai centri dell’entroterra che ai danni devono aggiungere anche la beffa per una legge comunitaria assolutamente assurda, inquietante e, per molti versi, ridicola.
    San Lorenzo Bellizzi, Plataci, Castroregio, Nocara, Oriolo, hanno dovuto combattere seriamente per reggere il brutto colpo!!!, e sappiamo bene tutti, che non sono cittadine che godono di benessere economico, anzi.
    San Lorenzo Bellizzi, Plataci, Castroregio, Nocara, Oriolo, hanno dimostrato spirito di sacrificio senza minimamente pensare ad una negazione di aiuti, dovuti, ma niente!!! Niente …perchè la legge comunitaria recita, che …per importi inferiori ai 3,6miliardi di euro di danni, ecc., ecc. (raggiunti come da articolo appena, si fa per dire, 2,7miliardi di euro)…le casse “della solidarietà” si aprono solo se si dimostra l’esistenza di profonde e durature ripercussioni sulle condizioni di vita e di stabilità economica e per un periodo di tempo maggiore di un anno dal verificarsi dell’evento calamitoso. Una vera e propria barzelletta all’italiana su stile ironico inglese!!! …se consideriamo che nel nostro Alto Jonio le ripercussioni sulle condizioni di vita e la stabilità economica non sono, e da tempi atavici, fenomeni calamitosi …ma “semplicemente” la vera e crudele realtà di una società che niente ha …e altro gli viene negato!!!
    …Così assistiamo inermi ad un altro attentato alla civile democratica solidarietà decantata ma mai goduta.

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