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Rocca Imperiale, Scuola allo specchio. Politica e addetti ai lavori si interrogano su come ripartire

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Un momento importante di confronto tra gli addetti ai lavori e la politica del territorio, per analizzare la situazione delicata che si trova ad affrontare l’istituzione scuola, alla luce degli ultimi anni sicuramente negativi dal punto di vista delle politiche messe in campo  dal Governo. L’Istituto Comprensivo di Rocca Imperiale in collaborazione con l’Amministrazione Comunale hanno inteso strutturare un incontro dibattito, martedì pomeriggio, dal titolo “La scuola nel contesto politico-economico attuale”, invitando al tavolo dei relatori, oltre ai due padroni di casa, il dirigente scolastico Marisa Veltri e il sindaco Ferdinando Di Leo, anche i consiglieri provinciali Mario Melfi e Giuseppe Ranù e  i dirigenti scolastici Walter Bellizzi dell’OmniComprensivo di Amendolara e Tullio Masneri del Liceo Scientifico e Classico di Trebisacce e del Classico di Oriolo. Tra loro, il neo dirigente dell’Usp di Cosenza, Francesco Fusca.

Dagli interventi, moderati dal giornalista Vincenzo La Camera, è emersa la chiara difficoltà della scuola di continuare a svolgere quel ruolo pedagogico e formativo che la Storia italiana le ha assegnato. «Negli ultimi anni – ha commentato il dirigente Fusca – abbiamo assistito a politiche di “irrazionalizzazione”, non di razionalizzazione, che hanno allungato a dismisura i tempi dell’insegnamento». Oggi tanti insegnanti entrano nel ruolo in un’età avanzata e non riescono a colmare quel gap, sopratutto tecnologico,  che lo Stato pretende pur senza mettere in condizione la classe docente di poter adempiere a questi nuovi compiti.

Mai come oggi la scuola ha la necessità di fare rete con le istituzioni locali, per creare quel giusto ponte tra la scuola e il comprensorio necessario per incrementare la permanenza dei ragazzi sul territorio rivalutando magari mestieri oggi abbandonati e allo stesso tempo ridando valore, ad esempio, ad titolo di studio quale il diploma. Il consigliere Ranù, prendendo spunto dalle condizioni critiche dell’istituzione scuola, ha inquadrato questo aspetto in un contesto più ampio in cui versa l’Alto Jonio cosentino, in affanno su tutti i servizi: dai trasporti, alla sanità; dagli uffici postali ai giudici di Pace, etc…In tale situazione, la scuola non può fare quel necessario salto di qualità ma è costretta a giocare sempre in difesa, sopravvivendo. Ed ecco l’esortazione del dirigente Bellizzi, che ha invitato gli enti territoriali ad impegnarsi per migliorare e salvaguardare i servizi offerti alle scuole.

Ma oltre ad un discorso di contenuti, diciamo così, c’è anche l’aspetto strutturale da non tralasciare. Ad oggi, secondo recentissimi studi, quasi una scuola su due, nel territorio nazionale, non possiede il certificato di agibilità. Sicuramente un fatto grave che non può più essere rimandato. Il consigliere Melfi, dal canto suo, ha partecipato al dibattito bocciando pressoché in toto le politiche degli ultimi anni che hanno interessato il comparto scuola, ribadendo come la legge Gelmini 133/2008 si sia abbattuta come una versa scure sulla scuola pubblica. Una scuola pubblica che, seppur campando di rendita, si mantiene su un buon livello, avrebbe bisogno, da come espresso anche dal dirigente Masneri, di riforme importanti: soprattutto nel campo delle lingue straniere e dell’informatica, per poter rendere i nostri giovani competitivi in un mercato sempre più internazionale.

Vincenzo La Camera

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