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Trebisacce, salvata da infarto al PPI. Ma resta tre ore sul lettino prima del trasferimento

Trebisacce, salvata da infarto al PPI. Ma resta tre ore sul lettino prima del trasferimento
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L’ex ospedale di Trebisacce, oggi Casa della Salute e Punto Primo Intervento

Colta da infarto acuto del miocardio, viene prontamente soccorsa e stabilizzata presso il PPI di Trebisacce grazie alla professionalità dei sanitari e grazie alla presenza casuale di un medico anestesista, ma deve aspettare circa tre ore sul lettino del PPI prima di essere trasferita con l’eliambulanza presso un Reparto attrezzato per un intervento chirurgico d’emergenza. E questo perché al momento non c’erano posti disponibili presso l’Emodinamica di Cosenza, l’unica in Provincia attrezzata per fronteggiare situazioni del genere. E’ successo ieri mattina (venerdì) alla signora G. C., 70 anni, residente nella cittadina jonica che, intorno alla 7.40, in preda a forte dolore toracico, è stata accompagnata dai suoi familiari presso il PPI di Trebisacce.

Qui il medico di turno, con il supporto del personale del 118, fatti gli opportuni accertamenti, hanno riscontrato che era in atto un infarto acuto del miocardio e che la signora versava in imminente pericolo di vita. Per sua fortuna si trovava sul posto, ma solo casualmente, un medico anestesista che, nonostante fosse fuori servizio, è intervenuto prontamente coordinando, insieme al Cardiologo prontamente allertato, le operazioni di rianimazione e di stabilizzazione della paziente che nel frattempo era andata per ben due volte in arresto circolatorio.

A questo punto è iniziata, da parte del medico di turno, la sequela delle telefonate alla ricerca di un posto-letto in Rianimazione. Telefonate che si sarebbero prolungate per oltre due ore perché al momento presso l’Emodinamica di Cosenza pare non ci fossero posti disponibili. Sta di fatto che l’eliambulanza, con la paziente a bordo che nel frattempo veniva assistita dai sanitari del PPI e del 118 di Trebisacce, si è messa in volo verso Cosenza dopo circa tre ore dall’arrivo della paziente presso il PPI. Tutto questo, insieme ai tanti casi già verificatisi dopo la chiusura del “Chidichimo”, ed in particolare quella dell’Utic, la dice lunga sulle condizioni di grave rischio a cui sono condannate le popolazioni del comprensorio.

«Non solo non è stato fatto niente per istituire da queste parti un avamposto per fronteggiare le emergenze cardiologiche – ha dichiarato il segretario della Fials Antonio Paolino prendendo spunto da questo ennesimo caso – ma ogni volta i medici del PPI devono mercanteggiare un ricovero presso gli ospedali di riferimento e, in questo caso, presso l’Emodinamica di Cosenza. Eppure ci risulta che a Castrovillari è stata festeggiata in pompa magna l’inaugurazione dell’Emodinamica e diversi cardiologi sono stati dirottati da quelle parti. Nonostante le gravi carenze già esistenti – ha concluso Paolino in riferimento al ridimensionamento dell’ospedale di Castrovillari a beneficio di quello di Acri – questo territorio è stato ulteriormente mortificato con il recente Decreto 191, infarcito di scelte geopolitiche che, in quanto tali, antepongono la politica alla vita delle persone».

Pino La Rocca

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