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Trebisacce, aggressione consigliera. Legale del giovane: «Nessun atto libidinoso, solo strattonamenti»

Trebisacce, aggressione consigliera. Legale del giovane: «Nessun atto libidinoso, solo strattonamenti»
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«Volendo delineare correttamente i termini della vicenda, ritengo doveroso smentire categoricamente qualsiasi episodio a sfondo sessuale, o di libidine, tanto è vero che anche il provvedimento del GIP presso il Tribunale di Castrovillari riferisce in merito a “strattonamenti” e non certo ad episodi di libidine».

A fare queste precisazioni è l’avvocato Paolo Accoti del Foro di Castrovillari, il legale di R.R. di Trebisacce finito agli onori della cronaca nelle settimane scorse per una presunta aggressione a scopo sessuale avvenuta all’interno del suo ufficio in Municipio in danno della delegata ai servizi Sociali dottoressa Katia Caprara la quale, come hanno riportato le cro9nache, dopo essere stata soccorsa dal personale presente in Municipio, si era rivolta ai Carabinieri nelle cui mani aveva sporto regolare denuncia di aggressione nei confronti del giovane, anche perché, secondo l’interessata, l’uomo aveva già altre volte reiterato questo tentativo.

Secondo la versione fornita dal legale si sarebbe invece trattato solo di “strattonamenti” dovuti al fatto che la delegata ai Servizi Sociali, nell’esercizio delle sue funzioni, si sarebbe rifiutata di far accompagnare il giovane, con l’auto dell’ufficio, presso la sua abitazione situata in una contrada rurale. Ma oltre all’aspetto giudiziario, sul quale farà piena luce l’indagine del Giudice per le Indagini Preliminari dottoressa Grimaldi che ha disposto la misura cautelare nei confronti del giovane e lo ha già interrogato in presenza del suo legale, l’avvocato Accoti, che attraverso un’articolata nota-stampa, ha inteso fare luce sull’episodio e provare, attraverso la propria versione dei fatti, ad allontanare l’alone di pericolosità sociale nei confronti di R.R. «diffidato – scrive il legale in riferimento ad una iniziativa assunta pubblicamente dal sindaco della città Franco Mundo – a non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla presunta persona offesa. Sarebbe stato più pertinente – aggiunge l’avvocato Accoti – discutere di queste vicende nelle aule di giustizia, non certo nella pubblica piazza, dove R.R. è stato sottoposto al generale ludibrio prima ancora dello svolgimento di un regolare processo, con il rischio di emarginare ancora di più una persona con evidenti problemi di salute, che di certo andrebbe aiutata e non certo sbattuta in prima pagina».

Il legale rivolge infine «un ringraziamento a tutto il personale della struttura del CIM (centro di igiene mentale di Trebisacce), che – conclude l’avvocato Accoti – con il loro costante, professionale e amorevole impegno, aiutano quotidianamente chi è meno fortunato di noi e che invece sono stati ingiustamente accusati dal sindaco di Trebisacce di presunte “omissioni” e, addirittura, diffidati a disporre il ricovero coatto del signor R.R.».

Pino La Rocca

 

 

 

 

 

 

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