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Sibari, il fiume Crati esonda. Scavi archeologici sommersi dall’acqua. Si contano i danni

Sibari, il fiume Crati esonda. Scavi archeologici sommersi dall’acqua. Si contano i danni
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Era la terra dell’abbondanza e del lusso. L’antica Sybaris era la più importante colonia della Magna Grecia. Oggi nella piana di Sibari, un vasto territorio che abbraccia ben 36 comuni nell’alto Jonio cosentino, della grandezza degli antichi Greci. Testimonianza storica di rilievo di quel periodo è  il Parco archeologico di Sibari, cancellato però dall’esondazione del fiume Crati venerdì scorso. Così il giorno dopo la  tragica vicenda, il sindaco di Cassano All’Ionio Giovanni Papasso, che da subito ha lanciato un SOS di aiuto per salvare il sito archeologico Patrimonio dell’Umanità, è tornato nei luoghi dell’allagamento per monitorare personalmente lo stato degli interventi iniziati subito per limitare i danni all’importante sito archeologico e nella contrada di Lattughelle.

La Provincia di Cosenza,  ha immediatamente allertato i propri tecnici ed anche  un’impresa che ha iniziato a sistemare dei blocchi in calcestruzzo nella falla che si è aperta lungo l’argine del fiume Crati e che di fatto ha favorito lo sversamento dell’acqua nel Parco Archeologico di Sibari, arrivando ad un’altezza di circa 4 metri in alcuni punti dello stesso. Nel pomeriggio, poi, sono arrivate le pompe idrovore messe a disposizione dalla Protezione Civile e dai Vigili del Fuoco e che dovranno pompare via tutta l’acqua che ha sommerso i preziosi ruderi dell’antica Sybaris. Sul posto è giunta anche una unità della Protezione Civile. A lavoro anche i tecnici comunali.

“Il problema dell’emergenza non deve fermarsi qui – ha aggiunto il sindaco Papasso – ma concertare azioni incisive sull’alveo del fiume. Per esempio molti degli agrumeti che si trovano ai bordi del fiume non possono essere qui, in quanto sono di pregiudizio alla stabilità idrogeologica dell’area. Di questo ne ho parlato stamani con la prefettura. La mano dell’uomo non può distruggere la storia – ha avvertito.  Ho da subito informato il Governo Nazionale e la Regione Calabria di quanto sta accadendo a Sibari esortandoli ad intervenire urgentemente e concretamente per evitare che definitivamente l’immenso patrimonio archeologico di valore inestimabile, custodito nel parco archeologico sibarita possa subire danni irreparabili. Se ciò dovesse accadere sarebbe una vera e propria sciagura per l’intera umanità”’.

Intanto la pioggia ha dato una tregua ed il Crati non rumoreggia minacciosamente come qualche ora fa, la falla nel pomeriggio è stata chiusa. Nel contempo è iniziata la difficile stima dei danni arrecati al sito archeologico di Sibari, vero patrimonio dell’umanità.

Pasquale Golia

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