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Macabro delitto di Trebisacce. Figlia sospettata di aver fatto a pezzi il padre

Macabro delitto di Trebisacce. Figlia sospettata di aver fatto a pezzi il padre
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Non si può che parlare di orrore pensando al macabro delitto, scoperto nella giornata di mercoledì ma consumatosi probabilmente diversi giorni prima, attraverso il quale il docente in pensione Riccardo Chiurco, di 72 anni è stato ucciso, fatto a pezzi e chiuso, accuratamente trattato per non destare sospetti, in grossi scatoli di cartone pronti per essere smaltiti nella spazzatura, o trasportati altrove con l’auto. Della raccapricciante esecuzione, come è noto, è stata fortemente sospettata fin dall’inizio la figlia Stefania, 38 anni, iscritta alla Facoltà di Medicina all’università di Perugia, ma sulle indagini, tuttora in corso, gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. Dalla sera di mercoledì la studentessa universitaria fuori corso risulta in stato di fermo giudiziario, in quanto fortemente sospettata dell’omicidio del padre Riccardo.

Già da ieri per la verità è emerso che le parti del corpo del povero Riccardo Chiurco, prima di essere riposti negli scatoloni, erano stati messi in buste di plastica abbondantemente cosparsi con calce viva e borotalco per rallentarne la decomposizione ed scongiurare lo sgradevole odore della morte. La mattanza si è consumata nella palazzina di proprietà dei Chiusco in via Gabriele D’Annunzio, a fianco ad una nota farmacia del posto, in un vicolo buio. Oscuro, tuttora, il movente dell’orribile omicidio che, secondo i primi accertamenti medici sul cadavere della vittima, sarebbe ascrivibile ad un rapporto abbastanza conflittuale tra padre e figlia e sarebbe riconducibile ad una ventina di giorni fa.

Stefania Chiurco dopo un pomeriggio intero e buona parte della notte trascorsa presso la Stazione dei Carabinieri di Trebisacce, dove è stata sottoposta ad interrogatorio da parte del sostituto procuratore della Repubblica, Silvia Fonte-Basso che coordina le indagini in veste di PM e, in nottata anche dai Carabinieri, è stata trasferita pressola Casa Circondariale di Castrovillari dove è ospitata nel braccio destinato alle donne, in una cella d’isolamento e sorvegliata costantemente per evitare il rischio che, colta da improvviso scrupolo, possa compiere gesti inconsulti.

E’ possibile che venerdì mattina, alla presenza del legale di parte, l’avvocato Alberto Carelli del Foro di Castrovillari ma con studio a Trebisacce, venga disposto l’interrogatorio di garanzia e di convalida del fermo da parte del Gip, nella persona della dottoressa Grimaldi. Intanto, il cadavere di Riccardo Chiurco, dopo essere stato faticosamente ricomposto dall’anatomopatologo di Castrovillari Walter Caruso, è custodito presso l’obitorio del cimitero di Cassano Jonio in attesa che venga eseguita l’autopsia dalla quale avere risposte sulla data certa della morte, sull’arma che ha ucciso il pensionato e sull’attrezzo con il quale è stato ridotto a pezzi prima di essere riposto negli scatoloni di cartone. Fino a ieri, il pm Silvia Fonte-Basso non aveva ancora conferito l’incarico ad un perito per effettuare l’autopsia. Probabilmente l’incarico sarà conferito venerdì in modo che nella stessa giornata di domani il perito incaricato possa effettuare l’esame autoptico sul cadavere.

Pino La Rocca

 

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