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Alto Jonio, Distretto Rurale rischia di diventare contenitore vuoto? Associazioni chiedono chiarezza

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Amendolara Marina

Il Distretto Rurale rischia di diventare l’ennesimo contenitore vuoto, simile a tanti altri esempi di sviluppo territoriale messi in piedi e poi dimenticati? E’ un interrogativo che si pongono in tanti, o almeno quelli che provano davvero a capire che cos’è o cosa dovrebbe essere il Distretto Rurale dell’Alto Jonio, in virtù del fatto che dopo la firma dell’atto costitutivo a Roseto davanti al notaio, di questo progetto che racchiude già diverse aziende del territorio non se n’è saputo più nulla.

Una richiesta di spiegazioni o quanto meno un invito all’operatività, rivolto agli organi istituzionali del Distretto, si è levato da un incontro tra alcune associazioni del comprensorio tenutosi ad Amendolara e promosso dall’Associazione per lo Sviluppo dell’Alto Jonio (presidente Antonio Pagano) con l’intento di eleggere un rappresentante delle associazioni proprio all’interno del Distretto (la figura scelta è stata quella di Simona Colotta dell’ASAJ).

Il Distretto Rurale ha visto ufficialmente la luce a fine luglio scorso e annovera come presidente del Comitato di Distretto il primo cittadino di Rocca Imperiale, Ferdinando Di Leo. Mentre il tecnico che si sta adoperando burocraticamente per la costituzione di questo soggetto, è il romano Matteo Guccione della Mac srl. E proprio al sindaco Di Leo si rivolgono le associazioni, anche per mezzo di una missiva, esortandolo «a portare rapidamente in discussione il Piano di Distretto, unitamente alla convocazione di un incontro pubblico che coinvolga le parti sociali e le forze produttive del territorio allo scopo di fornire chiarimenti sul Distretto e sulle sue politiche».

Dalla riunione di Amendolara è emersa chiara l’intenzione delle associazioni presenti di stimolare una politica seduta, affinché i rappresentanti locali facciano davvero qualcosa per questo territorio. Alcuni sindaci non hanno ancora compreso l’importanza sociale e organizzativa che possono avere le associazioni culturali, lasciandole il più delle volte senza riferimenti e non consentendo loro di avere a disposizione nemmeno una sede per potersi riunire. Riscoprendo il loro valore soltanto in campagna elettorale. Ma in questo particolare periodo storico diverse amministrazioni comunali si trovano un attimino a disagio a causa del proliferare di numerose associazioni, molte delle quali nate ad hoc per provare ad attingere finanziamenti e tante altre diventate inoperose dopo le prime settimane di entusiasmo.

Da alcune fonti certe si è appreso che a Trebisacce sono presenti più di 60 associazioni e anche nella vicina Amendolara si è sicuramente in doppia cifra. Il presidente dell’associazione “Vacanzieri insieme attraverso l’Italia”, di Trebisacce, Vincenzo Arvia, ha protocollato ormai due mesi fa un’istanza presso il comune di Trebisacce (ed ancora attende una risposta…)  chiedendo al sindaco di istituire un forum e un registro comunale delle associazioni per venire quanto meno a conoscenza dei soggetti associativi presenti in un comune e soprattutto per far sì che questi possano eventualmente mettersi in rete tra di loro, per incidere davvero sulla crescita di un territorio.

Vincenzo La Camera

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