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Amendolara, nuova Ss 106. Associazioni chiedono al sindaco di informarsi su rispetto vincoli archeologici

Amendolara, nuova Ss 106. Associazioni chiedono al sindaco di informarsi su rispetto vincoli archeologici
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Il pianoro dell’Annunziata ad Amendolara

Si torna a parlare dell’ammodernamento del tratto della Ss 106 da Sibari a Roseto. Ma a sollevare le perplessità sono per lo più le associazioni e i singoli cittadini tra il silenzio delle istituzioni. Ormai sembra chiaro il leit motiv che circola ad Amendolara: “Ben venga la nuova strada, necessaria per limitare l’isolamento, ma il territorio non deve essere deturpato”.

Lungo questo messaggio è sorto anche un comitato civico che ha raccolto numerose firme per spingere l’Anas e la società Sirjo verso la costruzione del tracciato in galleria naturale, per non violentare uno tra i “balconi” più belli dell’Alto Jonio (più o meno nella zona della cappella dell’Annunziata).

Ma è emerso un ulteriore elemento da non tralasciare, e cioè la specificità del territorio amendolarese, ad alta densità archeologica, se così possiamo dire. Ed ecco che prima di ufficializzare il tracciato sarebbe giusto accertarsi che lo stesso non vada ad intaccare i vincoli archeologici, come fanno notare alcuni cittadini ed in particolare il professor Rocco Laviola, ispettore onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Rischio, questo, avallato anche da due associazioni di Amendolara che operano in sinergia, e cioè: l’Associazione per lo Sviluppo dell’Alto Jonio con presidente Antonio Pagano e l’Anas Zonale Alto Jonio con presidente Vincenzo Laschera, le quali hanno provveduto a consegnare al sindaco Ciminelli una richiesta “finalizzata a verificare il rispetto delle procedure di valutazione di impatto archeologico (VIARCH) previste dagli articoli 95 e 96 del D.Lgs. 163/2006 (Codice dei contrattti pubblici). L’acquisizione di tale valutazione consentirà di stabilire se il tracciato di progetto sia rispettoso dei suddetti vincoli archeologici e idrogeologici, eventualmente anche al fine di porre in essere modalità differenti nell’esecuzione dell’opera pubblica”.

Vincenzo La Camera

SOTTO, LA LETTERA DEL PROF. ROCCO LAVIOLA

 

 

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