Le pinete di Pino d’Aleppo costituiscono habitat protetto e gli interventi di utilizzazione boschiva devono essere condotti secondo criteri di sostenibilità ambientale e non devono pregiudicare le finalità istitutive dei siti protetti stessi. A seguito di numerosi controlli effettuati a ditte boschive si è provveduto alla denuncia delle nove persone tra titolari delle ditte boschive esecutrici dei tagli, direttori delle operazioni di taglio e proprietari compiacenti. Varie le ipotesi di reato a loro carico: da violazioni alla normativa urbanistico edilizia in relazione all’apertura di piste e strade per velocizzare e agevolare le operazioni di esbosco del legname, al deturpamento e danneggiamento aggravato delle superfici boscate, al significativo deterioramento degli habitat protetti. Sono stati operati 3 sequestri, in 2 casi i provvedimenti hanno interessato interi boschi per una superficie complessiva pari a 24 ettari circa.
Il materiale ritratto dal taglio di questi boschi, dopo triturazione effettuata sul posto con macchine cippatrici, viene conferito alle vicine centrali a biomasse. Questo è sicuramente uno dei motivi che induce ad operare in modo da ricavare il maggior quantitativo possibile di materiale legnoso, incuranti del rispetto per le norme selvicolturali che regolano i tagli boschivi, su cui continuerà a vigilare il personale del CFS.