«Se lo riterrà opportuno – ha scritto il vice-sindaco Andrea Petta – la commissione che accoglie le petizioni popolari potrà, tra l’altro, chiedere alla Commissione Europea di avviare un’indagine preliminare e, in questo caso, fornire informazioni circa il rispetto della legislazione comunitaria pertinente, elaborare e presentare una relazione completa al Parlamento Europeo da sottoporre a votazione in Aula e, se ritenuto necessario, effettuare un sopralluogo informativo nel Paese o nella Regione in questione e pubblicare una relazione contenente osservazioni e raccomandazioni. Il pronunciamento del Parlamento Europeo in seduta plenaria – ha aggiunto l’avvocato Petta – potrebbe, tra l’altro, evidenziare eventuali violazioni dei diritti ai LEA nei confronti dei cittadini europei da parte di uno Stato membro, di autorità locali o di altre istituzioni».
Nessuno ovviamente, considerati gli impegni pubblicamente assunti e poi subito rimangiati, si fa illusioni, ma è doveroso in ogni casi avere fiducia in istituzioni di tipo “terzo” come l’Unione Europea, che non è telecomandata dalla politica e che, proprio per tener fede ai suoi principi fondativi, si adopera perché a tutti i cittadini dell’UE vengano riconosciuti gli stessi diritti.
Pino La Rocca