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Trebisacce, ancora furti a Broglio. Zona archeologica alla mercè degli sciacalli

Trebisacce, ancora furti a Broglio. Zona archeologica alla mercè degli sciacalli
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Broglio 2Continuano, da parte dei soliti ignoti, gli atti vandalici ed i furti sacrileghi a Broglio di Trebisacce. Altro che Parco Archeologico, per il quale si stanno sprecando un sacco di risorse pubbliche e per il quale è stato disposto un ulteriore finanziamento di 500mila euro: se non si corre subito ai ripari installando un impianto di video-sorveglianza, il prestigioso sito proto-storico di Broglio, conosciuto in tutta Europa per l’importanza dei reperti venuti alla luce in quasi trenta anni di scavi, diventerà una landa deserta, profanata e spogliata di tutto. Dopo aver portato via gli impianti di illuminazione, aver distrutto le staccionate che lo circondavano, aver scassinato le porte d’ingresso e fatto scorribande all’interno dei locali alla ricerca di chissà quali tesori, ora i soliti sciacalli hanno scoperchiato il tetto, hanno messo a soqquadro le tegole (foto) ed hanno portato via le grondaie ed i pluviali discendenti. Stesso destino toccherà quanto prima alle tegole che, essendo di terra cotta e di buona qualità, fanno sicuramente gola ai soliti vandali che ormai fanno razzia di tutto, specie nelle campagne che, anche per questo, risultano sempre più abbandonate.

NELL'ALTO JONIO...

NELL’ALTO JONIO…

Come è noto Broglio è uno dei siti proto-storici più noti d’Europa, dove per oltre 30 i ricercatori della Sapienza di Roma guidati dal compianto professor Renato Peroni hanno indagato a lungo sul popolo degli Enotri che, a partire dal VII e VIII secolo a.C.,  ha intessuto rapporti commerciali e culturali con gli antichi Greci. Oggi tutti i reperti venuti alla luce sono in parte presso il Museo della Sibaritide di Sibari e in parte ancora immagazzinati in attesa di essere esposti al pubblico. A Broglio ci sono gli scavi che ogni anno vengono ricoperti e protetti dalle intemperie e dai furti e ci sono alcune strutture in muratura che dovranno ospitare l’esposizione dei reperti quando il Parco Archeologico sarà completato. Ma, di questo passo, faranno prima i ladri a distruggere quello che è già stato realizzato, che la burocrazia a mettere mano ai lavori. Ma quello che avviene a Broglio è solo la punta di un iceberg, perché purtroppo tutte le campagne sono alla mercè dei ladri, tanto che i contadini (razza in via di estinzione) ormai non vi lasciano più niente, neanche gli arnesi e le attrezzature che servono per il lavoro. Per non parlare dei furti di animali domestici: galli, galline, conigli, maiali ed alle masserizie come grano, ulive, olio, legna, frutta, verdura… A un’abitazione abitata solo d’estate, sita sulla stessa strada che porta a Broglio, sono state asportate addirittura le persiane in alluminio. E’ vero che c’è una miseria ed un bisogno sempre più diffusi, ma di questo passo, senza un irrigidimento dei controlli, scomparirà del tutto la proprietà privata, le campagne resteranno abbandonate e si tornerà al dopoguerra e al tempo dei briganti.   

Pino La Rocca  

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