Come si ricorderà, il sindaco Leonardo Valente aveva dichiarato di voler rinnovare la Giunta per rilanciare con più vigore l’azione amministrativa e di essere intenzionato a pescare anche nella Minoranza perché quest’ultima non aveva fatto ostruzionismo e, al contrario, aveva sempre garantito un apporto collaborativo alla Maggioranza. E così ha fatto premiando, tra gli altri, il suo collega avvocato Giancarlo Chiaradia che all’epoca guidava la lista “Libertà – Cultura e Sviluppo”. Ovviamente i suoi ex compagni di cordata, in particolare gli esponenti del centrosinistra che secondo loro avevano avuto un ruolo decisivo per far eleggere la sua lista “Un futuro per Francavilla”, non l’hanno presa bene: «Alle ragioni della politica – ha dichiarato l’ex assessore Pietro Cannataro dopo aver ricordato i suoi 130 voti di preferenza, quelli di Calcagno (107) e quelli di Armentano (60) – il sindaco Valente ha fatto prevalere quelle dell’inciucio con la Minoranza, dimenticando l’apporto decisivo che il centrosinistra ha dato per far vincere la lista da lui capeggiata. Per il resto – ha aggiunto Cannataro puntualizzando che comunque la gente ha votato un altro esecutivo e non quello che si sta formando in questi giorni – lo abbiamo sostenuto senza tentennamenti e senza remore rispettando le sue ideologie politiche non priprio affini alle nostre, rinunciando anche alla carica di vice-sindaco. Gli abbiamo consentito di governare tranquillamente, – ha concluso amareggiato Pietro Cannataro – senza fargli mai mancare la nostra presenza ed il nostro sostegno, impegnandomi personalmente nel sociale e nello sport, ma ricevendo in cambio un inspiegabile benservito».
Pino La Rocca