Seriamente a rischio, a seguito delle crescenti resistenze pubbliche e private, l’inizio dei lavori della nuova S.S. 106? E’ quello che si dice in giro ed è quello che temono quanti, da tempo disoccupati, aspettano con ansia l’apertura dei cantieri per assicurarsi un posto di lavoro e quanti, a vario titolo, aspettano il passaggio di questo ultimo treno, ritenuto in grado, attraverso tutto l’indotto, di vivacizzare e dare una boccata di ossigeno all’economia locale. Basta infatti dare uno sguardo al sito istituzionale del ministero dell’Ambiente, a cui come è noto è demandato il compito di dare il via ai lavori e quindi ad indire la Conferenza dei Servizi per la cantierizzazione dell’opera, per accertarsi che sul tavolo del Ministero sono arrivate oltre 300 istanze, da parte di enti locali e di privati cittadini, che chiedono al Ministero di bloccare i lavori e di verificare a fondo la compatibilità ambientale dell’opera.
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Secondo voci molto attendibili provenienti da Roma l’Anas sarebbe infatti disposta a ri-abbassare “la livelletta” del profilo stradale, ad accogliere così gran parte delle richieste dei comuni ed a trasformare in gallerie artificiali gran parte dei tratti stradali che il progetto definitivo prevedeva “in trincea”. Con le gallerie artificiali il territorio verrebbe “offeso” solo in profondità e verrebbe invece salvaguardata la continuità territoriale e ne guadagnerebbe anche l’impatto estetico dell’opera. Il passo indietro dell’Anas sarà in grado di stemperare le tensioni e accelerare i tempi della Conferenza dei Servizi? E’ presto per arrivare a queste conclusioni, ma è quello che si augurano un po’ tutti.