Legittima la reazione del sindaco di Trebisacce Francesco Mundo che ha scritto al presidente f.f., alla Giunta, all’assessore Trematerra, al direttore di Calabria Verde ed al commissario liquidatore della CMAJ, facendo presente che presso la locale sede della Comunità Montana, di proprietà dell’ente, prestano servizio molti dipendenti di ruolo, oltre a circa 40 lavoratori LSU-LPU. «Dal momento che è stata fatta una scelta ben diversa, – ha scritto l’avvocato Mundoagli organismi in indirizzo – si ritiene opportuno chiedere, quanto meno, l’istituzione di un ufficio periferico a Trebisacce, nei locali già di proprietà della liquidata CMAJ, manifestando la nostra disponibilità a collaborare nella eventuale custodia dei beni mobili dell’ente, garantendo anche logisticamente la permanenza degli uffici e soprattutto dei tanti dipendenti precari (LSU-LPU), che sarebbero costretti a raggiungere l’ufficio di destinazione con danni economici e notevoli disagi familiari, senza sottacere che si tratta di una scelta che penalizza ulteriormente il comprensorio dell’Alto Jonio e la città di Trebisacce, che si vede espoliata di un altro presidio pubblico e dei servizi connessi. E tutto questo è ormai inaccettabile! Peraltro – conclude il sindaco Mundo – tutti i sindaci del comprensorio concordano con tale richiesta e chiedono di correggere il grave torto in danno delle nostre popolazioni».
Pino La Rocca