Il primo cittadino, nel corso del suo intervento abbracciando la bara per un saluto simbolico a nome di tutta la città di Rossano, ha rimarcato la sua grande amarezza per quello che è accaduto al giovane docente rossanese e che gli inquirenti possano fare chiarezza sulla triste vicenda. “La mia comunità – sottolineato Antoniotti – chiede, a gran voce, che venga fatta giustizia e che, al più presto, si arrivi alla verità. Nei prossimi giorni inverò una missiva sia alla Farnesina e sia al Ministro degli Affari Esteri per ottenere una serie di chiarimenti su un episodio che lascia molti lati oscuri. Questa amministrazione comunale non dimenticherà Massimo, anche perché come sindaco, di comune accordo con l’intera Giunta, ho deciso di intitolare una via della città al nostro illustre concittadino che, negli anni, ha contribuito alla formazione di tanti giovani universitari.” Un intervento, quello del sindaco, condiviso con lunghi applausi da quanti hanno preso parte al rito funebre. Ora, dopo la sepoltura della salma nel cimitero cittadino, si attende la verità dei fatti per capire cosa è successo realmente nella notte del 4 febbraio scorso all’interno del suo alloggio in Tunisia.
Antonio Le Fosse