Impallinata e abbandonata sul ciglio di una strada, a Sibari. Una povera volpe presa di mira da un fucile codardo e illegale, in quanto la stagione venatoria si è ormai chiusa da un pezzo, è rimasta agonizzante, mentre perdeva abbondantemente sangue. Il fatto è successo giovedì. Sul posto in soccorso all’animale sono giunti alcuni membri dell’associazione “Frida e Heidi – Una vita da cani” di Crosia che denunciano retroscena alquanto deprecabili. I volontari dopo aver messo in sicurezza l’animale, riempito di pallini da caccia lungo tutto il corpo, hanno avviato la trafila burocratica, che ha riservato amare sorprese.
«Decreta la Provincia – raccontano i volontari dell’associazione – che chi ritrova un esemplare in difficoltà ha il dovere di contattare immediatamente la Polizia Provinciale, il Comune o il Corpo Forestale dello Stato del territorio di competenza che devono provvedere al ritiro e, ove necessario, al ricovero presso centri di recupero o servizio veterinario per le opportune cure». Ma sembrerebbe che nessuno di questi enti chiamati in causa a rotazione abbia ritenuto necessario prendersi in carico il problema, rifugiandosi nel solito scaricabarile delle competenze. «Al termine dell’estenuante giro di telefonate, frustrante come poche cose al mondo – raccontano ancora – abbiamo provato a rivolgerci anche ad altre associazioni che avrebbero dovuto interessarsi della cosa ma il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Rende è preposto solo alla ricezione di quelli condotti dalla Polizia Provinciale mentre l’ANPANA ha detto che a spese proprie non si sarebbe mossa».
In pratica sono stati contattati almeno cinque soggetti, “foraggiati” con soldi pubblici e preposti, in qualche modo ad intervenire. Ma evidentemente una povera volpe agonizzante non giustificava impegno e spese per poter adoperarsi. Alla fine, gli stessi volontari dell’associazione “Frida e Heidi – Una vita da cani” hanno trasportato il povero animale, ormai in fin di vita, presso la clinica veterinaria del dottor Bruno Romanelli a Trebisacce. Qui la volpe è stata sottoposta prima a radiografie ed in seguito ad un intervento. Purtroppo però, a causa dell’abbondante sangue perso tra il ritrovamento e il trasporto in clinica, l’animale è morto durante la notte. Così’ come, ancora una volta, è morto il comportamento umano, in tante, troppe situazioni ormai, così crudele, aggravato in questo caso, da come denuncia l’associazione, dal mancato adempimento dei propri doveri.
Vincenzo La Camera
