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Giro d’Italia. La favola di Pozzovivo. Il piccolo ragazzo del sud re dell’ottava tappa (INTERVISTA-VIDEO)

Giro d’Italia. La favola di Pozzovivo. Il piccolo ragazzo del sud re dell’ottava tappa (INTERVISTA-VIDEO)
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L'attacco di Pozzovivo

(Lago Laceno – Avellino) – Il Giro d’Italia nella sua tappa più a sud di Lago Laceno, scrive una pagina di libro cuore proprio di un ragazzo del sud: Domenico Pozzovivo da Montalbano Jonico. Il piccolo Pozzovivo contro i giganti Schleck, Rodriguez, Basso e Scarponi realizza il suo sogno e conquista la prima vittoria al Giro d’Italia.

Il corridore lucano, scattato sulle ultime rampe del Colle Molella, è riuscito, così, a precedere di una ventina di secondi lo spagnolo Benat Intxausti (Movistar), l’unico ad aver cercato di riagganciarlo. Il gruppo dei migliori è giunto poco più tardi, regolato da Joaquim Rodriguez (Katusha). Tornando alla corsa, la tappa, partita da Sulmona tra l’entusiasmo della tanta gente e sotto un sole quasi estivo,  ha visto nascere dopo soli 14 km una fuga con Miguel Minguez Ayala (Euskaltel Euskadi), Tomasz Marczynski (Vacansoleil DCM), Andrey Amador (Movistar) e Julien Berard (Ag2r La Mondiale).

I quattro sono arrivati ad avere un vantaggio massimo 10′ 45″ dopo metà gara, ma quando il gruppo ha deciso di iniziare un vero e proprio inseguimento, il margine dei 4 è calato in maniera inesorabile. A poco meno di 70 km dalla fine, vedendo che l’azione dei compagni di fuga stava perdendo efficacia, Amador ha tentato di andarsene da solo e alla sua ruota è riuscito a portarsi solamente il campione polacco Marczynski. Il gruppo però, dopo aver rifiatato per qualche chilometro è tornato ad alzare il ritmo, creando anche una prima selezione nel tratto di leggera salita verso Montemerano.

Ai 6,8 dal traguardo, in uno dei tratti più duri della salita, è arrivata la rasoiata di Domenico Pozzovivo. Lo scalatore lucano, in pochissimi secondi, è riuscito a fare il vuoto, con gli uomini di classifica che sono rimasti a guardare, rimanendo compatti dietro a Szmyd. Quando il vantaggio del corridore della Colnago CSF aveva superato i 20 secondi, ci ha provato Benat Intxausti a riportarsi sull’attaccante, non riuscendo nell’impresa. Terminata la salita, Pozzovivo è riuscito a trovare le forze per resistere, nell’insidioso tratto pianeggiante che avrebbe portato al traguardo di Lago Laceno, al rientro di Intxausti e del gruppo dei migliori. Dopo anni di sfortuna, finalmente il 30enne corridore lucano è riuscito a conquistare il primo successo della carriera del Giro d’Italia, dimostrando di avere una condizione ottimale e candidandosi come una delle sorprese per il proseguito della corsa rosa. In maglia Rosa resta il canadese Hesjedal, a 9” Rodriguez, terzo a 15” Tiralongo.


INTERVISTA A DOMENICO POZZOVIVO AL TERMINE DELLA TAPPA

“E’ un sogno che si avvera davvero, vedevo la conquista di una tappa al Giro d’Italia come una impresa impossibile, però ce l’ho fatta e sono contentissimo per me e per i miei tifosi, così Domenico Pozzovivo ha esordito nella conferenza stampa del dopo tappa a Lago Laceno. Il piccolo – grande Pozzovivo, 1 metro e 50 appena ma con un coraggio e una voglia di vincere che non ha eguali, ha coronato il suo sogno vincendo la sua prima tappa al Giro d’Italia.

“Avevo preventivato di partire nel tratto più duro della salita finale, ho fatto cinquecento metri in apnea, poi sono andato del mio passo – ha spiegato Pozzovivo –temevo che il gruppo si organizzasse nel tratto finale in pianura e mi venisse a riprendere, ma sul computerino vedevo che andavo a quasi 50 km/h ed allora mi sono fatto coraggio e mi sono detto non mi riprendono più e fortunatamente è andata così”.

Domenico Pozzovivo allora l’outsider di lusso di questo Giro d’Italia: “La vittoria del  Giro del Trentino mi ha dato morale e fiducia. Ancora non so se sarò in grado di fare classifica ma posso dire che nell’ultima settimana ci sono 3-4 tappe in salita adatte a me e la vedremo se sarò in grado di stare con i migliore e puntare a qualcosa di importante”. Domenico Pozzovivo, oltre che un campione nel ciclismo è anche un corridore con una laurea in Economia in tasca, ma anche un discreto musicista, suona il piano, ed un esperto meteo, oltre che un testimonial dello sport nelle scuole. A Novembre era stato a Trebisacce all’ITGC “Filangieri” per presentare il libro sul Giro d’Italia 2011 “Inseguendo un sogno rosa”. Ma come riesce a coniugare tutte queste cose? “Non sto mai fermo un attimo – ha spiegato – questo è il mio segreto, in ogni cosa occorre mettere solo tanta voglia e poi si riesce in tutto, l’importante è non mollare mai”. Intanto fuori la sala stampa centinaia di tifosi acclamavano il piccolo campioncino lucano. Il Giro è questo, il Giro è la favola di chi all’improvviso si trasforma in eroe.

 servizio dell’inviato Pasquale Golia

VIDEO: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-21557a74-7368-460a-8d84-bd7410923e4f.html

 

 

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