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Ex ospedale Trebisacce. Riapertura Si, riapertura No. Intanto continuano i tagli

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Continua inesorabile, presso l’ex ospedale di Trebisacce, il taglio di personale medico e para-medico, la qual cosa continua a falcidiare servizi sanitari essenziali anche nel settore della diagnostica. Così, mentre si continua a sfogliare la fatidica margherita sulla seppure parziale riapertura dell’ospedale, si tagliano servizi ed esami cruciali che attengono alla diagnostica e quindi alla tanto decantata prevenzione. Succede infatti che da oltre un mese presso il Consultorio Familiare sono sospesi i pap-test per la prevenzione del tumore al collo dell’utero a causa della carenza di organico presso il centro di lettura dei “vetrini” di Rossano.

Succede che da oggi primo dicembre il responsabile del reparto di Lungodegenza decide di chiudere l’ambulatorio di Geriatria per insufficienza di infermieri, così come molto probabilmente entrerà in crisi, sempre per carenza di personale, il Centro Cefalee con l’annesso ambulatorio di Terapia del dolore perché il medico anestesista Francesco Migliorini arrivato a Trebisacce per collaborare con la responsabile del servizio dottoressa Lucia Trinchi e per supportare all’occorrenza i medici del Punto di Primo Intervento nei casi di emergenza, dall’oggi al domani è stato trasferito presso l’ospedale di Cetraro.

«E’ un vero e insopportabile stillicidio – ha dichiarato Antonio Paolino in qualità di segretario aziendale della Fials – a cui vengono sottoposte le popolazioni dell’Alto Jonio da una dirigenza sanitaria che si dimostra sorda ad ogni nostra sollecitazione e che, invece di correggere i madornali errori commessi finora, continua a penalizzare la periferia con il taglio di personale e quindi di servizi sanitari basilari. Come si farà d’ora in poi – ha commentato lo stesso sindacalista – a coprire i turni di servizio dopo l’aggiornamento della normativa da parte dell’Unione Europea che ha stabilito che il lavoratore ha diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore di servizio effettivo? Se non si ricorre alle assunzioni, ben presto andrà in crisi tutto il nostro sistema sanitario».

Pino La Rocca

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