Retroscena, inciuci, frasi non dette, incontri non svelati della politica calabrese degli ultimi trent’anni. Oltre duecento pagine in cui il giornalista Attilio Sabato mette a disposizione dei lettori aneddoti, interviste, narrazioni private, atteggiamenti, modi di fare, altrimenti chiusi in archivi ormai inutilizzati. Il libro “Potere & Poteri. Backstage della politica calabrese” è stato presentato dallo stesso autore, Attilio Sabato, ieri (15 febbraio) a Castrovillari, alla presenza, inoltre, del vescovo di Cassano all’Ionio, mons. Francesco Savino, del docente Unical Enrico Caterini, che ne ha scritto la prefazione, di Filomena Minella Bloise e Pasquale Pandolfi, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Accademia Pollineana, organizzatrice dell’evento, e del sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito.
L’autore racconta una Calabria che non ha fatto alcun passo in avanti. «Nel libro – spiega Attilio Sabato durante l’incontro – non esiste il popolo, se non nel momento in cui bisogna intercettare il consenso. E il popolo si ricorda della politica solo per chiedere in cambio favori». Una politica che nella stanza dei bottoni «non discute mai di sanità, di turismo o istanze della regione ma solo di gerarchie di potere, perché tanto – continua il giornalista – il voto arriva in una terra che, in realtà, vive di politica».
E sull’importanza di reagire in maniera organica e collettiva, mettendo al centro il popolo, si sofferma mons. Savino. «Serve una politica alta e altra – ha dichiarato il vescovo di Cassano all’Ionio – e, dunque, una rivoluzione culturale e antropologica. Spesso sono le dinastie politiche a schiavizzare il popolo calabrese. Il potere ha sempre bisogno della sudditanza e ha paura dell’esercizio libero della coscienza dei cittadini che devono riscoprire, così, il protagonismo politico. Il merito dell’autore – secondo il presule – risiede nella sua curiosità e nella capacità di analizzare gli avvenimenti attraverso una narrazione che oscilla tra cronaca e sarcasmo, in un periodo in cui la mancanza di verità, spesso, viene attribuita proprio ai giornalisti». «I giovani che fuggono da questa terra – conclude mons. Savino parlando di sentimento di tristezza – sono il segno tangibile della politica del potere e del potere della politica».
Federica Grisolia
